Sono tutti delusi. Kimi e i ferraristi. Ma nella F1 di oggi, se non sei perfetto, scivoli indietro. Antonelli ha sbagliato in curva 1 nel suo miglior giro e lì ha perso quei decimi che avrebbero potuto portarlo in pole. Leclerc e Hamilton non sono mai stati in corsa per la prima fila ed è un peccato perché la Ferrari avrebbe anche il passo per essere pericolosa in gara. Il campionato ricomincia come era finito prima delle vacanze, con una macchia papaya che interrompe ancora il dominio della Mercedes in qualifica. La McLaren e Norris sono definitivamente tornati. Dopo la pole di Budapest, ecco Zandvoort, in un Gp dove da 5 anni chi scatta davanti poi vince. Il tenero Lando ha mostrato i muscoli con un giro perfetto che gli ha permesso di mettere dietro la coppia Mercedes e il compagno Piastri. Il favorito sarà lui, anche se nella Sprint della mattinata era stato uno dei pochi a perdere posizioni, scivolando dietro a Leclerc, che
si era preso una seconda posizione ricca di speranze, poi naufragate in qualifica, quando i ferraristi hanno perso la strada e non sono riusciti a sfruttare tutto il potenziale, incaponendosi nel voler effettuare un giro di riscaldamento in più. «Abbiamo sbagliato la strategia motore, cambiando qualcosa per la qualifica», ha spiegato Leclerc. L’unica consolazione è che sia Charles che Lewis hanno conservato un set nuovo di Pirelli rosse, le più tenere, quelle che avevano permesso a Leclerc di guadagnare una posizione dopo 18 giri Sprint. Le qualifiche non sono andate come speravano gli uomini in rosso e Charles è stato superato di 0064 anche da Hamilton che aveva sempre inseguito.
La delusione di Kimi, che da tre gare partiva davanti al compagno, si concentra sull’errore che gli ha fatto perdere un paio di decimi. Russell lo ha battuto di 31 millesimi dopo che in mattinata, vincendo la gara Sprint, gli aveva recuperato 3 punti. Antonelli è comunque davanti a Hamilton, che resta l’avversario più
vicino in classifica ed ora è a 53 punti. «Ho fatto fatica, non avevo un buon feeling con il posteriore, ma sapevo di avere una chance in qualifica, ma poi ho sbagliato la prima curva entrando troppo piano», ha detto. Kimi, nella gara breve, era stato saggio a non farsi ingolosire quando nel finale avrebbe potuto attaccare Norris per la terza posizione. Non è necessario vincere sempre per diventare campione. A questo punto sono gli altri che devono andare sempre e comunque all’attacco, lui le sue sei gare le ha già vinte. Ha capito che può anche giocare d’attesa e in un weekend in cui ha inseguito sempre, alla fine ha limitato i danni. «Non voglio fare una gara in difesa, ma attaccare usando la testa», il suo piano. Ha capito tutto.
