Sono scattate ieri sera le ordinanze anti movida nelle 12 "zone rosse" Nolo, Isola, Sarpi, Cesariano, Arco della Pace, Como/Gae Aulenti, Garibaldi, Brera, Ticinese, Darsena e Navigli, Cinque Vie e Bicocca, che saranno in vigore fino al 2 novembre. Con delle novità: la zona Bicocca e l'estensione di due aree, quella intorno a Nolo che ora comprende le vie Crespi e Termopili e quella della Darsena e Navigli allargata alla via Tortona. E un'ordinanza specifica più restrittiva (estesa anche agli analcolici e agli alimenti e negli orari) per l'area che si estende tra via Lazzaretto e via Melzo.
La serie di divieti prevede l'interdizione della vendita di bevande alcoliche, per i negozi al dettaglio e i distributori automatici, dalle 22 alle 6, la vendita e la somministrazione per asporto delle bevande alcoliche per gli esercizi pubblici e le attività artigianali di asporto, da mezzanotte, l'utilizzo del plateatico per qualunque attività dall'una di notte nei giorni feriali e dalle 2 il week end e lo stop dalle 20 per il commercio itinerante su area pubblica. A chiarire l'atteggiamento meramente opportunista con cui sono state emanate le ordinanze ci aveva pensato Sala stesso un mese fa: "Credo che le ordinanze servano fino a un certo punto: vanno fatte a livello di tutela dal punto di vista civile e penale del Comune, perché se non fai un'ordinanza e non regolamenti sono più facili i ricorsi".
Per la zona del Lazzaretto-Melzo interdetta vendita di alimenti e bevande alcoliche e analcoliche dalle 22 alle 6, il divieto di utilizzare i dehor per i pubblici esercizi e le attività artigianali alimentari per qualunque attività da mezzanotte alle 6 e il commercio in forma itinerante e di qualsiasi forma itinerante di somministrazione di alimenti e bevande anche a titolo promozionale dalle 20 alle 6. Su questo punto a fare polemica è il presidente della commissione sicurezza del Comune, il Pd Albiani che centra il punto: "Questa serie dettagliata di restrizioni lasciano il tempo che trovano se non ci sono sufficienti pattuglie a controllare, come avviene ogni estate". Proprio Albiani è stato al centro delle polemiche di questi giorni perchè reticente all'adozione del taser per i vigili, tanto da vincolarla con un "emendamento cardine" che prevede corsi di formazione obbligatori per i ghisa su "comunità razializzate e Lgbtqia+", cassato dal comandante Mirabelli. La battaglia si giocherà in consiglio comunale lunedì.
La lotta alla mala movida è iniziata, invece, la scorsa notte ma ad armi spuntate: saranno solo 8 le pattuglie dedicate, per 16 agenti in tutto, quindi poco più di un agente per zona, a controllare il rispetto dei divieti (in cui rientra anche la vendita di gelati o kebab dalle 22 al Lazzaretto). Le multe vanno da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 e da 500 euro ad un massimo di 5mila euro per chi non rispetta il divieto di vendere bevande in vetro. Locali, minimarket e distributori automatici, somministrazione di bevande in vetro, kebab e gelati, saranno al vaglio dell'occhio vigile dei ghisa che si costruiranno dei percorsi nelle zone rosse con l'obiettivo di dare pene esemplari per educare i gestori ribelli. Le 8 pattuglie agiranno su propria iniziativa e su segnalazione del comando o dei cittadini per i casi più eclatanti. È quindi evidente che non sarà possibile che i vigili di turno siano in grado di tenere sotto controllo la città e tutta l'infinita lista di divieti (e obblighi come il targhino e la guida con casco dei monopattini) .
per quello di fumo in aree pubbliche, per esempio, sono state staccate in tutto 30 multe dal 1 gennaio 2025 a oggi. Tanto che tra gli agenti c'è chi mormora che ci vorrebbero il doppio dei vigili in organico, quindi 6mila, per tenere sotto controllo tutti i trasgressori.