Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:04
Musica

Fratelli per forza: il documentario che spiega gli Oasis

Dal 10 settembre in sala, ma (prima fuori concorso a Venezia) immagini e interviste inedite di Noel e Liam Gallagher di nuovo in tour

Litigiosi Noel e Liam Gallagher, leader degli Oasis

da Los Angeles

Per sedici anni è sembrato impossibile. Liam e Noel Gallagher di nuovo insieme sullo stesso palco, a cantare le canzoni degli Oasis senza che la storia della band finisse ancora una volta in una lite. Poi è successo: il 4 luglio 2025, a Cardiff, gli Oasis hanno dato il via a «Oasis Live ’25», la tournée della reunion impossibile.

Ora quella storia arriva al cinema con Oasis: Don’t Look Back In Anger, il documentario che sarà presentato fuori concorso alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e arriverà nelle sale italiane dal 10 settembre, diretto da Dylan Southern e Will Lovelace e ideato da Steven Knight, lo sceneggiatore e regista di Peaky Blinders: «Il tour mondiale degli Oasis ha unito generazioni, culture e nazioni, portando un messaggio di riconciliazione in un mondo diviso - dice Knight -. Don’t Look Back In Anger è un posto in prima fila per assistere al momento in cui Liam e Noel si ritrovano, per la prima volta dopo 15 anni, a raccontare come stanno le cose e come sono andate».

Il burrascoso passato dei Gallagher esclude la noia dai parametri del documentario. La musica è naturalmente al centro, ma le immagini entrano negli spazi che il pubblico non vede: le prove, il backstage, i momenti prima e dopo gli show. E soprattutto c’è una conversazione che, fino a poco tempo fa, sarebbe sembrata quasi impensabile: Liam e Noel intervistati insieme, per la prima volta dopo più di vent’anni.

Noel racconta di essersi reso conto di aver dimenticato quanto Liam rappresentasse per le persone. La reazione degli spettatori, l’affetto ricevuto durante il tour e il significato attribuito alle canzoni sembrano diventare una forza capace di modificare, almeno in parte, il rapporto tra i due fratelli, anche se Noel ammette di non essere sicuro di voler tornare sul palco con Liam e teme che la vecchia tensione possa riemergere: «Crollerà tutto di nuovo?», si chiede. Liam, invece, torna sul modo in cui si era conclusa la storia della band e lo definisce ancora «inaccettabile». La distanza tra i due non viene cancellata dal film, diventa parte della storia.

Nel 2009, a Parigi, dopo anni di litigi sempre più feroci, Noel lasciò gli Oasis nel bel mezzo di un tour. Da quel momento e fino all’estate dello scorso anno, i due non avevano più condiviso il palco. La separazione è diventata parte del mito della band: dichiarazioni velenose, provocazioni, accuse e una distanza che sembrava destinata a diventare definitiva. Poi, nell’agosto 2024, l’annuncio che nessuno si aspettava. Gli Oasis sarebbero tornati insieme. Dopo il primo concerto a Cardiff sono seguite altre 41 date che hanno riportato la band davanti a un pubblico trasversale, composto da chi aveva vissuto il fenomeno Oasis negli anni Novanta e da generazioni che quelle canzoni le hanno scoperte tempo dopo. Il titolo del film prende spunto dalla canzone Don’t Look Back In Anger, pubblicata nel 1996 e cantata da Noel. È una delle canzoni più celebri degli Oasis e l’unico grande singolo della band in cui la voce principale non è quella di Liam. Trent’anni dopo, quelle parole assumono un significato quasi autobiografico: non cancellare il passato, ma provare a non lasciarsi definire dalla rabbia che lo ha accompagnato.

Dopo il passaggio nelle sale, il documentario sarà disponibile in streaming su Disney+.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.