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Musica

Sere d’estate al San Carlone, arriva l’Anomala Brass Band

L’appuntamento di sabato che vuole unire il suono degli ottoni agli strumenti elettrici, prenderà via con una visita guidata al Colosso che prevede l’esperienza della salita all’interno

Colosso di San Bartolomeo

Per un paio di secoli, dalla sua costruzione nel Seicento all’inaugurazione della newyorkese «Libertà che illumina il mondo» (1886), detenne il primato di statua più alta del pianeta visitabile all’interno. E ancora oggi, va detto, si difende: coi suoi 35 metri e 10 centimetri - equivalenti a un palazzo di dieci piani - il Colosso di San Carlo Borromeo di Arona, affettuosamente chiamato dai locali «Sancarlone», domina la sponda occidentale del Lago Maggiore con un’imponenza che ha un che di paterno e rassicurante. Oltre ad essere meta di visite e vertiginose «ascensioni» (inerpicandosi per scale sempre più anguste è possibile arrivare alla testa e dai fori panoramici la visuale è davvero mozzafiato), il complesso monumentale che corona l’incompiuto Sacro Monte è anche sede, specie nella bella stagione, di eventi, spettacoli, concerti e occasioni aggregative. Come la rassegna «Sere d’Estate al San Carlone», il cui ultimo appuntamento di quest’anno, previsto per sabato 29 agosto, offrirà al pubblico un’esperienza che unisce storia e musica. La serata prenderà il via proprio con una visita guidata alla statua organizzata su due turni (alle 18:30 e alle 20): il percorso accompagnerà i visitatori alla scoperta delle origini del progetto e delle particolarità costruttive del monumento, fino a vivere l’esperienza unica della salita al suo interno. A seguire (ore 21), saremo trascinati dalle sonorità coinvolgenti dell’Anomala Brass Band: la formazione italiana propone uno spettacolo che fonde il suono degli ottoni con l’energia degli strumenti elettrici, dando vita a ritmi moderni ed energici in un’alchimia tutta speciale. Molto vario il repertorio, che reinterpreta con approccio originale brani di maestri internazionali come Ray Charles, Bruno Mars, Billie Eilish, senza tralasciare i leggendari Beatles e Rolling Stones. Se poi ci si mette uno sfondo unico come quello del Sancarlone, il perfetto mix fra contemporaneità e tradizione è assicurato. Considerato all’epoca un vero capolavoro ingegneristico, il Colosso fu edificato a partire dal 1624 per volontà di Federico Borromeo, il cardinale di manzoniana memoria cugino di Carlo, nel luogo dove il Santo era nato nel 1538 e aveva celebrato il suo ultimo ufficio prima della morte (1584). L’opera, realizzata con lastre di rame battute a martello e riunite mediante chiodi e tiranti, e resa stabile da un’intelaiatura in ferro e blocchi in pietra di Angera, fu montata su un piedistallo di granito alto 12 metri. I tempi non furono rapidi: la statua venne inaugurata solo nel 1698, dopo ben 74 anni di lavori, con la benedizione solenne dell’arcivescovo Federico Caccia.

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