La nave scomparsa ritrovata a Capo Verde, resta il mistero

Mosca È stato individuato ieri a circa 400 miglia marine da un’isola dell’arcipelago di Capo Verde, nell’Africa occidentale, il cargo Arctic Sea scomparso misteriosamente nell’Atlantico il 28 luglio scorso con un carico di legname finlandese da oltre un milione di euro e un equipaggio di 15 marinai russi. L’informazione, apparsa inizialmente sul sito Internet del quotidiano Financial Times Deutschland (Ftd), ha trovato alcune conferme, anche se nessuna ufficiale, tra cui una fonte militare della guardia costiera locale citata dalla Afp e una fonte militare da Bruxelles citata dall’Itar-Tass. La nave sarebbe stata individuata dai servizi di monitoraggio marittimo della Nato, che finora però ha opposto un «no comment» da Bruxelles e continua a tenersi in stretto contatto con la Russia. Stando all’Ftd, sarebbe stato chiesto anche un riscatto di 1,5 milioni di dollari, di poco superiore al valore del carico. Ma resta il mistero sugli autori del dirottamento. La Commissione europea ha espresso dubbi sull’ipotesi che il vascello sia rimasto vittima di pirati tradizionali, rivelando che dopo l’attacco al largo delle coste svedesi ne avrebbe subito un altro al largo di quelle portoghesi. «In base alle informazioni attualmente disponibili sembra che le due azioni, così come sono state riportate, non abbiano nulla in comune con i tradizionali atti di pirateria o di rapine armate in mare», ha commentato un portavoce, Martin Selmayr. Il primo assalto è del 24 luglio, quando un gruppo di uomini mascherati che si sono spacciati per poliziotti anti-droga è salito sulla nave immobilizzando l’equipaggio. L’ultima traccia della Arctic Sea, che batte bandiera maltese, risale a quattro giorni dopo, quando il vascello ha contattato via radio la guardia costiera dello stretto di Dover. Attraversata la Manica, il cargo, atteso per il 4 agosto in Algeria, è sparito nell’Atlantico, mobilitando tutte le autorità marittime europee e dell’Africa settentrionale, nonché la Russia, che ha messo in campo Fsb, quattro navi da guerra e due sommergibili nucleari. Giovedì Mikhail Voitenko, direttore dell’autorevole bollettino marittimo Sovrakht, aveva avanzato l’ipotesi di un coinvolgimento di qualche Stato straniero. «Forse qualcuno non voleva che il carico arrivasse a destinazione», aveva osservato. Mentre mercoledì il presidente russo, Dmitri Medvedev, aveva incaricato il suo ministro della Difesa, Anatoly Serdyukov, di prendere tutte le misure necessarie e, in caso di bisogno, liberare il cargo. Secondo Pottengal Mukundan, direttore dell’International Maritime Bureau di Londra, è impossibile che dei pirati possano aver assaltato una nave in acque europee, per darsi poi alla fuga su un gommone e sparire nel nulla.

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