Allarme nei cieli dell'Italia, dove due Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica Militare sono stati costretti ad attivare la procedura dello "scramble" per intercettare un misterioso velivolo privato proveniente dalla Germania che aveva completamente interrotto le comunicazioni radio. Stando a quanto riferito dalla stessa Aeronautica Militare, i fatti si sono verificati nel pomeriggio di ieri, martedì 9 giugno. Sono all'incirca le 18.30, quando dal Combined Air Operations Centre (CAOC) della Nato di Torrejón, in Spagna, parte l'ordine di attivazione della procedura d'emergenza, che scatta in genere in tutti quei casi nei quali risulta necessario far decollare prontamente dei caccia con l'obiettivo di intercettare un velivolo che potrebbe rivelarsi pericoloso.
In questo caso a destare preoccupazione nel CAOC spagnolo, il comando che si occupa di monitorare lo spazio aereo Nato a sud delle Alpi, comprese le aree che vanno dalle Azzorre alla Romania e dalla penisola iberica fino alla Turchia, è stato un piccolo aereo privato, un Piaggio P-180 proveniente dalla Germania che aveva interrotto il contatto radio con la torre di controllo e non rispondeva agli inviti a identificarsi da parte degli enti preposti alla gestione del traffico aereo.
Dopo l'ordine di scramble, dalla base di Grosseto sono decollati due Eurofighter Typhoon, cha hanno raggiunto e intercettato il velivolo sospetto sopra i cieli di Ancona. L'operazione si è svolta con successo e senza alcun intoppo, come confermato dall'Aeronautica Militare attraverso i suoi canali social. "I due caccia hanno raggiunto l’aeromobile assegnato nell’area di Ancona, hanno effettuato le procedure previste per l’identificazione visiva per poi constatare il corretto ripristino delle comunicazioni radio", si legge nel comunicato ufficiale, dopo di che hanno potuto fare ritorno presso la base, sede del 4° Stormo.
"L'Aeronautica Militare assicura, senza soluzione di continuità, la difesa dello spazio aereo nell’ambito del sistema di sicurezza nazionale assicurato da tutto il comparto della difesa", si
legge nella parte finale della nota ufficiale, "un dispositivo di prontezza operativa che, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, vede impegnati donne, uomini e assetti della Forza Armata in stretto coordinamento con la Nato".