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Allarme sciita a Milano, l'invasione islamica in piazza diretta dall'imam pro Khamenei

Venerdì sera la stazione di Milano centrale è stata letteralmente invasa da migliaia di musulmani sciiti, che hanno diviso il corteo in due parti nascondendo le donne dietro un furgone. Non è passato inosservato Ali Faeznia, imam del centro sciita milanese Imam Ali, la cui sede è di proprietà del Consolato iraniano

Allarme sciita a Milano, l'invasione islamica in piazza diretta dall'imam pro Khamenei
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Raramente i musulmani sciiti fanno rumore. Le piazze pro Pal a cui oramai due anni siamo abituati, che prima del suo arresto erano capeggiate da Mohammad Hannoun, erano espressione dell’islam sunnita. Così come lo sono la festa del sacrificio e quella di fine Ramadan. C’è però una ricorrenza in cui tutti gli sciiti scendono in piazza, ed è quella dell’Ashura e ieri la stazione di Milano centrale è stata letteralmente invasa da migliaia di loro, che hanno diviso il corteo in due parti nascondendo le donne dietro un furgone.

Ma c’è un volto in particolare che non è passato inosservato, ed è quello di Ali Faeznia, imam del centro sciita milanese Imam Ali, la cui sede risulta di proprietà del Consolato iraniano (quindi diretta propaggine del regime in Italia) e in cui hanno commemorato la morte dell’ayatollah Khamenei, avvenuta il 28 febbraio 2026, così come hanno elogiato il generale iraniano Qasem Soleimani, fino alla sua morte a capo della Niru-ye Qods, l’unità delle Guardie della Rivoluzione responsabile per la diffusione dell’ideologia khomeinista fuori dalla Repubblica Islamica.

Non si tratta di un centro qualunque, ma di un luogo in cui si mette in atto la propaganda della teocrazia, recentemente salito agli onori della cronaca per via di due frequentatori della moschea finiti nell’indagine del pm di Milano Alessandro Gobbis e dei Ros per via di minacce ai dissidenti iraniani residenti in Italia.

"I dettagli emersi dall'articolo di Giulia Sorrentino su Il Giornale in merito al corteo sciita a Milano Centrale delineano uno scenario inquietante. Non solo per la inaccettabile divisione della sfilata che ha nascosto le donne dietro un furgone, ma soprattutto per la presenza di Ali Faeznia, imam del centro Imam Ali. Questa struttura ha la sede di proprietà del Consolato iraniano ed è quindi una diretta propaggine del regime in Italia, all'interno della quale si commemora Khamenei e si elogia il generale Soleimani", ha dichiarato il deputato di Fratelli d'Italia, Federico Mollicone. Che poi ha aggiunto: "È urgente fare immediata e totale chiarezza sulla figura di questo imam e sui rappresentanti del centro sciita. La questione è ancora più grave alla luce delle indagini del pm di Milano Alessandro Gobbis e dei Ros: due frequentatori della moschea, infatti, avrebbero rivolto minacce ai dissidenti iraniani residenti in Italia.

Le istituzioni devono accendere un faro su questa realtà: non possiamo tollerare che sul nostro territorio operino strutture collegate a un regime straniero che potrebbero mettere a rischio la sicurezza di chi ha scelto la libertà".

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