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La denuncia, la relazione del papà con la negoziante, il ritrovamento: cosa non torna nel caso delle sorelline scomparse

Dopo il ritrovamento restano molti interrogativi sulla scomparsa delle sorelline. Benedetta e Domitilla, insieme ai quattro fratelli, sono state trasferite in una comunità protetta, in attesa di far luce sull’intera vicenda

Sorelle blurrate

Il ritrovamento di Benedetta e Domitilla, 12 e 8 anni, ha posto fine all’angoscia iniziata venerdì sera a San Cataldo, nel Nisseno, ma ha aperto nuovi interrogativi. Le due sorelline, scomparse intorno alle 20 e ritrovate sabato pomeriggio in un negozio di abbigliamento, gestito da una commerciante cinese, di corso Vittorio Emanuele, sono state trasferite in una comunità protetta insieme agli altri quattro fratelli. I sei minori, tre maschi e tre femmine, vivevano con il padre Alessandro Costanza. La novità emersa nelle ultime ore riguarda proprio il locale nel quale le bambine sono state rintracciate: il negozio è stato sequestrato e la Procura di Caltanissetta ha disposto ulteriori accertamenti, anche di natura tecnico-scientifica. Gli investigatori stanno inoltre esaminando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per stabilire come le due bambine siano arrivate all’interno dell’esercizio commerciale e se vi siano state accompagnate da qualcuno oppure siano entrate autonomamente. l procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha spiegato che sono necessari “approfondimenti d’indagine” per “individuare eventuali responsabilità e verificare alcune circostanze ancora poco chiare”. Il padre e la titolare del negozio sono stati ascoltati dagli investigatori.

La versione del padre: “È stata una marachella”

Alessandro Costanza ha spiegato di aver trascorso la notte cercando le figlie e di non aver ritenuto necessario rivolgersi subito alle forze dell’ordine. Dopo aver appreso del ritrovamento, ha definito l’episodio “una marachella” e ha ribadito di voler riavere con sé i figli: “I miei figli devono tornare da me al più presto possibile”. Secondo la ricostruzione fornita dal padre agli investigatori, Benedetta e Domitilla erano entrate nel negozio insieme a lui. Costanza ha raccontato di essere poi uscito convinto che le figlie lo avessero seguito fuori dal locale. “Io ero convinto che le mie figlie fossero uscite dal locale - ha spiegato -. Invece la ragazza ha calato la saracinesca mentre loro erano ancora dentro”. Costanza ha mostrato anche un audio WhatsApp ricevuto dalla commerciante cinese alle 17.03. La donna, che secondo quanto riferito avrebbe una relazione con il padre delle bambine, lo avvertiva del ritrovamento: “Amore, le bambine sono qui, dentro il negozio”. Il punto ancora da chiarire riguarda le ore comprese tra la scomparsa delle bambine, avvenuta venerdì sera, e la denuncia presentata dal padre ai carabinieri la mattina successiva. Alla domanda sul motivo per cui non avesse avvertito subito le forze dell’ordine, Costanza ha risposto: “Ho fatto un giro tutta la notte per cercarle e ho pensato che non ci fosse bisogno di fare allarmismo. La mattina sono andato dai carabinieri”. Nel corso del lungo interrogatorio, il padre avrebbe inoltre raccontato agli investigatori di essere stato con Benedetta e Domitilla nel negozio e di essere poi uscito convinto che le figlie avrebbero lasciato il locale. Secondo la sua versione, prima di andare via avrebbe detto loro: “Vado a comprare il pane, ci vediamo a casa”. È proprio questa ricostruzione, insieme agli altri elementi raccolti, che gli investigatori stanno ora verificando.

Il mistero delle ore passate nel negozio

Un altro tassello dell’indagine riguarda la commerciante cinese che gestisce il negozio. Poco prima del ritrovamento era stata ascoltata in caserma e aveva riferito ai giornalisti di aver visto per l’ultima volta le bambine la sera precedente, intorno alle 19.40. Dopo il ritrovamento è stata nuovamente accompagnata in caserma. Ora gli investigatori stanno cercando di ricostruire cosa sia accaduto nelle ore comprese tra l’ultimo avvistamento e il momento in cui Benedetta e Domitilla sono state trovate. Le immagini delle telecamere potranno fornire elementi utili per verificare gli spostamenti delle bambine e confrontarli con le dichiarazioni raccolte. Al momento del ritrovamento, secondo il racconto di Manuel Bonaffini, volontario della Protezione civile, le due sorelle non hanno fornito spiegazioni. “Non parlavano. Abbiamo chiesto loro se stessero bene e ci hanno detto di sì, ma null’altro. Apparivano comunque serene”, ha raccontato. Dopo essere state trovate, Benedetta e Domitilla sono state accompagnate all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta per accertare le loro condizioni e successivamente dimesse.

La decisione di allontanare da casa i sei minori

Gli accertamenti della Procura riguardano anche la situazione familiare dei sei fratelli. Nel 2023 i genitori sarebbero stati denunciati per presunti maltrattamenti nei confronti dei figli, che in quella fase sarebbero stati affidati a una comunità. Successivamente i minori sarebbero tornati a vivere con il padre Alessandro Costanza. La coppia è in via di separazione e la madre vive nel Nord Italia. È anche alla luce di questo precedente che gli inquirenti stanno verificando se nella famiglia vi siano condizioni di disagio e se emergano eventuali responsabilità. Il procuratore Salvatore De Luca ha sottolineato la necessità di ulteriori approfondimenti prima di arrivare a conclusioni. Nel frattempo, la decisione è stata quella di trasferire tutti e sei i fratelli in una comunità protetta, non soltanto le due bambine protagoniste della scomparsa. Una misura che arriva mentre proseguono gli accertamenti dei carabinieri e della Procura per chiarire ogni passaggio della vicenda.

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