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“Vicino agli ambienti dell’estremismo islamico”. Rimpatriato un 27enne straniero che inneggiava alla jihad

È il secondo in pochi giorni che viene annunciato dal ministro Piantedosi a testimonianza della necessità primaria di garantire la sicurezza dello Stato

Rimpatrio

Continuano le operazioni di tutela della sicurezza dello Stato da parte del ministero dell’Interno. Il ministro Matteo Piantedosi ha annunciato in queste ore un nuovo rimpatrio, quello di un 27enne straniero “segnalato dall’Intelligence perché vicino ad ambienti legati all’estremismo islamico”. L’uomo, spiega il ministro nella sua nota social, è “responsabile anche di aver diffuso sui social contenuti inneggianti alla jihad e di sostegno a gruppi terroristici” ed “è stato rintracciato dalle Forze dell’ordine e ricondotto il giorno stesso nel suo Paese di origine”.

Anche ieri il ministro ha annunciato il rimpatrio di un soggetto considerato pericoloso e anche in quel caso segnalato dall’intelligence “in quanto vicino all’ideologia salafita e ad ambienti legati all’estremismo islamico”. In quel caso, “il 36enne, dopo essere stato trattenuto presso un Cpr, è stato imbarcato su un volo diretto al suo Paese di origine”. Si tratta di soggetti con spiccata pericolosità sociale, capaci di attentare alla sicurezza nazionale, che vengono neutralizzati grazie al lavoro capillare e silenzioso delle forze dell’ordine e dei servizi di informazione che svolgono costante lavoro di prevenzione. La linea della fermezza adottata dal Viminale dimostra come la tutela dei cittadini e la difesa dei confini nazionali rappresentino priorità assolute e non negoziabili e in un contesto internazionale sempre più complesso, la prevenzione tempestiva si conferma l’unico strumento efficace per disarmare potenziali minacce prima che possano trasformarsi in pericoli concreti per la collettività.

Il costante monitoraggio del territorio e dei canali digitali evidenzia la determinazione delle istituzioni nel contrastare ogni forma di radicalizzazione e di apologia del terrorismo, che purtroppo ha trovato terreno feritle sia tra gli immigrati che tra i soggetti di seconda generazione, come dimostrano le cronache. Il messaggio inviato dal governo è chiaro e inequivocabile: l’Italia non è più disposta a tollerare la presenza di chi sfrutta l’accoglienza per intaccare la sicurezza pubblica e i valori fondamentali della nostra società. La continuità di questi provvedimenti espulsivi conferma la determinazione dell’operato, orientato a ripristinare la legalità e a garantire il pieno rispetto delle leggi dello Stato.

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