Il caso di Centocelle ha scosso l’opinione pubblica, riportando alla memoria episodi molto simili, che hanno destato il medesimo scalpore. L’aggressione ai danni di una docente nella Capitale, accoltellata in aula da un alunno di soli tredici anni, lascia senza parole. Sconvolge e terrorizza, ma squarcia il velo su una realtà inquietante: il pericolo del web. La radicalizzazione digitale di minorenni, arruolati su internet per trasformare la violenza in contenuti virali, è ormai qualcosa di concreto e l’ultimo fatto di Roma ne sarebbe un esempio.
A quanto pare, dietro il comportamento del tredicenne si profilerebbe l’ombra di una rete suprematista transnazionale, attiva nell’istigare i giovanissimi attraverso i dogmi del cosiddetto “Accelerazionismo reazionario”. Tanti non ne hanno mai sentito parlare.
Questa dottrina affonda le sue radici in una visione radicale della modernità. In estrema sintesi, l’accelerazionismo afferma che l’unico modo per scardinare e rifondare l’attuale assetto sociale non sia frenare i processi del capitalismo globale e dello sviluppo tecnologico, bensì esasperarli. Spingendo le contraddizioni del sistema verso la massima velocità, l’obiettivo diventa quello di provocarne il collasso definitivo.
Si tratta di una corrente che ha radici profonde. Se ne parlava già sessant’anni fa, con il libro “Il Signore della Luce” di Roger Zelazny, un romanzo di fantascienza in cui viene presentata una fazione rivoluzionaria che, nel 2013, Alex Williams e Nick Srnicek trasformeranno in una vera e propria ideologia. In quell’anno, infatti, viene pubblicato il Manifesto per una politica accelerazionista.
Secondo i due teorici, la grande tecnologia sviluppata in questi ultimi anni dovrebbe essere sfruttata dalla sinistra per abbattere il capitalismo. Lavoro automatizzato, reddito di cittadinanza universale, orari lavorativi ridotti al minimo, sono soltanto alcuni degli obiettivi dell’Accelerazionismo.
Altro personaggio vicino a questa ideologia è Nick Land. Secondo il filosofo britannico, l’uomo non può opporsi al progredire della tecnologia, dunque deve arrivare a fondersi con il digitale. Anche l’intelligenza digitale – tema molto discusso in quest’ultimo periodo – deve essere portata all’estremo.
Le indagini sul caso del tredicenne che ha accoltellato la sua professoressa in classe vanno avanti, e i carabinieri stanno esaminando un gruppo Telegram che pare proprio ispirarsi a questa ideologia per seminare caos e violenza.
