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Le ronde a Rozzano finiscono in procura: c’è l’ipotesi odio razziale

Dopo le polemiche l’informativa dei carabinieri arriva sul tavolo del Procuratore Viola. Il sindaco Ferretti prende le distanze: “Le ronde non sono la nostra città”. Intanto la piazza risponde con una passeggiata pacifica

Corteo dei residenti di Rozzano scendete in piazza vogliamo più sicurezza Rozzano - Italia - Cronaca Venerdì, 19 Settembre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Parade of the residents of Rozzano go down to the square we want more security Rozzano - Italy - News Friday, 19 September 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

C’è anche l’ipotesi di odio razziale nell’informativa dei carabinieri arrivata alla Procura di Milano dopo le ronde spontanee non autorizzate che hanno attraversato Rozzano - cittadina tanto difficile da essere stata inserita, unica al Nord, nel decreto Caivano -, mercoledì e giovedì sera con momenti di tensione e almeno due aggressioni a nordafricani.

L’annotazione è ora all’attenzione del Procuratore Marcello Viola che coordinerà l’inchiesta assieme a un pm che dovrà designare. L’ipotesi formulata dai carabinieri è iniziale e provvisoria e potrà anche essere modificata o ampliata dopo i necessari accertamenti.

I militari sono partiti da quanto avvenuto mercoledì: al mattino un 24enne marocchino ha strattonato una donna ed è stato picchiato da alcuni passanti e poi fermato dalle forze dell’ordine. Alla sera, nella prima ronda spontanea, è stato riconosciuto e di nuovo malmenato così come un quarantenne marocchino che era ubriaco. Per i due uomini considerati autori dell’aggressione al 24enne i carabinieri hanno ipotizzato il reato di percosse con l’aggravante dell’odio razziale.

Anche ieri nella cittadina dell’hinterland si è svolto un corteo, ma di segno diverso e soprattutto autorizzato. Una “passeggiata pacifica e interculturale” lo ha definito il sindaco Mattia Ferretti (che non ha partecipato).

“Ieri Rozzano ha voluto far capire che non è frequentata da persone violente” ha aggiunto assicurando che “le ronde non sono Rozzano”. Certo, ha ammesso, la cittadina ha delle “criticità oggettive” con i suoi “5.500 alloggi popolari su 40mila abitanti”. Ed è per questo che è diventata zona rossa (provvedimento prorogato solo pochi giorni fa di sei mesi dal prefetto Claudio Sgaraglia) e ha ricevuto “fondi per combattere il degrado” dal governo con il decreto Caivano.

Rozzano è un insieme di contraddizioni che in questi giorni sono scese in piazza, dove a protestare per la sicurezza c’era pure chi ha avuto guai con la giustizia. Una situazione delicata che si vuole evitare degeneri.

“Ora il messaggio è arrivato: sono le istituzioni - ha sottolineato Ferretti - che si occupano della lotta al crimine”. “L’attenzione delle istituzioni è molto alta e io sono in costante contatto con il questore e il prefetto. Da subito ho preso le distanze da quello che poteva portare alla violenza. Le ronde - ha aggiunto - sono qualcosa di non accettabile. Il diritto a manifestare è sacrosanto ma deve avvenire in modo pacifico e autorizzato. E ieri le famiglie e le persone per bene a Rozzano hanno dimostrato di esserci e di essere pacifiche”.

Ieri a Rozzano erano presenti, in forces, anche i carabinieri che hanno svolto un servizio straordinario di controllo che rientra nelle strategie definite dal Comitato per l’ordine e la sicurezza. Nelle zone più difficili i militari hanno identificato 57 persone, controllato 21 veicoli e un locale. Una persona è stata arrestata per droga, altre quattro denunciate, e sono stati sequestrati stupefacenti e un’arma.

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