«Febbre rossa». Sarà un week end da tutto esaurito quello che vedrà i bolidi di F1 nell’autodromo di Monza per il Gp d’Italia: sono attesi oltre 400mila spettatori. E si è già si è intuito ieri in piazza Duomo presa d’assalto dei tifosi ferraristi che hanno accolto Charles Leclerc e Lewis Hamilton. «Abbiamo un obiettivo, riportare la Ferrari al vertice. Spero che in questo weekend potremo lottare per la vittoria» ha detto il britannico parlando dalla terrazza di Palazzo Reale, dove ha fatto capolino anche sua madre. «Noi ci crediamo e ce la metteremo tutta per centrare i due gradini più alti del podio - gli ha fatto eco Leclerc -. Ci date una grande spinta e speriamo di darvi una grande gioia».
E lo sperano anche i tifosi pronti (forse) a consolarsi, se le rosse non dovessero farcela, solo con una vittoria del nuovo fenomeno italiano Kimi Antonelli che però guida una Mercedes. Ma è un’ipotesi che i piloti di Maranello non vogliono prendere in considerazione, men che meno a Monza: «Ogni volta che veniamo qui è un’emozione unica - ha detto il monegasco -. I tifosi Ferrari valgono qualche cavallo in più...». «Lo scorso anno non avevamo la macchina per lottare a Monza quest’anno invece sì - ha aggiunto l’inglese -. Il mio primo successo a Barcellona è stato meraviglioso ma io guardo avanti e l’ obiettivo e il mio è riportare la Ferrari al top. C’è tanta energia positiva...». E c’è anche un motore nuovo, una nuova power unit per andare a caccia del terzo sigillo stagionale dopo i primi due arrivati proprio su piste veloci come Montmelò e Silverstone. E ad alimentare la fiducia ci pensa anche Fred Vasseur, il team principal: «È una power unit aggiornata che speriamo sia un passo nella giusta direzione perché, come sappiamo, questa stagione si gioca molto sui guadagni marginali». A Leclerc è stato fatto notare che con il nuovo contratto supererà il record di Schumacher come presenze in Ferrari: «Michael è leggenda, qualcosa di speciale. Non sarà mai eguagliato. Il numero di gare é importante ma le vittorie lo sono ancora di più e su quello devo ancora lavorarci...».
