Uno sfregio alla memoria, l’ennesimo, compiuto contro il monumento che in Val di Susa è dedicato a uno dei corpi più gloriosi delle nostre forze armate, la Folgore. Sarebbe riduttivo chiamarlo atto vandalico, perché chi lo ha attaccato ha oltraggiato coscientemente il Paese e gli uomini che per lui hanno dato la propria vita. In primis perché il Tricolore è stato staccato dal pennone e arrotolato a terra, aggrovigliato con spregio a dei cavi, laddove la bandiera non dovrebbe mai stare. Ed è evidente che questo sia stato un atto deliberato contro il Paese e il suo Stato.
Quindi, a dimostrazione che non si è trattato solo di un atto vandalico, alla base del monumento è stata sfondata la teca che custodisce la sabbia del deserto di El Alamein. Tutto il basamento a la zona attorno al monumento dell’ANPD’I è stato spruzzato con un liquido verdastro, mentre davanti al memoriale è stata vergata di rosso la scritta “colonialisti assassini”, con le “s” disegnate come se fossero le Doppel Siegrune, l’emblema principale delle Schutzstaffel (SS), l’organizzazione paramilitare del partito nazista. Non è chiaro se ci siano telecamere nei pressi del monumento “Ai paracadutisti d’Italia”, come si legge nell’iscrizione, “caduti in guerra, in missioni di pace, sui campi di lancio”.
“Un gesto vigliacco e miserabile. Chi ha imbrattato quel monumento non ha avuto il coraggio di metterci la faccia, ma ha scelto di agire di nascosto, colpendo un luogo che rappresenta la memoria e il sacrificio di uomini che hanno dato la propria vita per la nostra Nazione”, è la denuncia di Enrico Panaro, il primo che ha reso pubblico lo sfregio. “Sia chiaro: qualche scarabocchio non cancellerà la storia, l’onore e il valore della Folgore. E non cancellerà nemmeno il rispetto che dobbiamo a tutti gli uomini e le donne delle nostre Forze Armate che ogni giorno, con disciplina, sacrificio e senso del dovere, servono il nostro Paese. Potete imbrattare un monumento, ma non potrete mai imbrattare la memoria di chi è caduto. Potete lasciare una scritta su una pietra, ma non potrete mai cancellare il sacrificio di chi ha dato la propria vita”, ha aggiunto.
“Da parte mia, sono pronto sin da subito a dare il mio contributo per ripulire e ripristinare il monumento. E, come amministratore comunale, mi adopererò affinché questo avvenga nel più breve tempo possibile. A chi ha compiuto questo gesto voglio dire una cosa semplice: la memoria dei nostri Caduti non si cancella con un pennarello. E il rispetto per chi ha sacrificato la propria vita per il Paese non è una questione ideologica: è un dovere”, ha concluso Panaro.
