Il caso del tentato rapimento della bambina di 5 anni nella stazione di Fontivegge a Perugia è stato ridimensionato, almeno per il momento. Lo straniero 29enne originario del Gambia è stato scarcerato in quanto il giudice non ha ravvisato il reato di sequestro di persona o altri reati tali da giustificare le esigenze cautelari. Ha comunque convalidato l’arresto dell’uomo. La mamma della piccola ha raccontato che mentre stava aspettando l’autobus lo straniero si sarebbe avvicinato e avrebbe afferrato la bambina.
L’uomo ha però respinto ogni addebito e dalle telecamere di sorveglianza non emergerebbero dati a supporto, stando a quanto riferito dalla difesa. Sulle foto che sono state ritrovate nel suo telefono, scattate alla bambina, lo straniero ha sostenuto di averle scattate come forma di autotutela personale in previsione di possibili accuse. Ha sostenuto che non avrebbe voluto rapire la bambina ma che è intervenuto per salvare la piccola da quella che a suo avviso era una situazione di pericolo. Quindi, seppure nell’immediatezza il gip abbia ritenuto legittimo procedere con l’arresto, le successive indagini non hanno fornito alcun riscontro. “La convalida dell'arresto è stata fatta in base agli elementi cristallizzati in quel momento. Dalla ricostruzione successiva emerge però che il mio cliente non ha tentato alcun rapimento o commesso altri reati”, ha dichiarato l’avvocato Luca Aiello.
Il gambiano è noto alle forze dell’ordine e già nelle settimane precedenti era stato fermato per diversi reati tra i quali il danneggiamento del portone della cattedrale di Perugia, da lui colpito con un bastone non prima di aver molestato e minacciato alcune persone presenti sul posto.
E poi ancora, avrebbe aggredito una donna e un operatore della Polizia ferroviaria e per questo motivo gli sono stati inflitti più di 12 mesi di reclusione. Il caso sembra essersi chiuso ma la percezione di insicurezza rimane.