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Nazionale

“Fermiamo tutto”. La rivolta dei tir: distributori a secco e supermercati vuoti

Un settore nel caos che protesta contro il caro-carburanti: ecco dove si registrano le condizioni di maggiore criticità

La protesta dei Tir in Calabria contro il caro carburante proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, che andr� avanti sino al 20, 16 ottobre 2026 I camion si posizionano ai lati delle strade senza attuare veri e propri blocchi, sotto il controllo delle forze dell'ordine. I disagi alla circolazione comunque non mancano a causa del restringimento della carreggiata ANSA / Luigi Salsini

La situazione dell’autotrasporto si aggrava di giorno in giorno. L’agitazione riguarda soprattutto il Mezzogiorno con lo stop degli autotrasportatori siciliani almeno fino al 20 ottobre ma camion e blocchi si susseguono anche dalla Puglia alla Calabria. Al centro di tutto il tema del caro-carburanti con la protesta delle principali sigle sindacali del settore.

Il tema del caro gasolio

“Siamo sull’orlo del collasso, senza risposte siamo pronti al fermo nazionale”, urlano a gran voce provando a sbloccare una situazione sempre più paralizzata. “Con il gasolio a 1,8-1,9 euro al litro la situazione diventa insostenibile”, spiega Paolo Uggè, presidente Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci), il quale aggiunge che nel mese di maggio “il governo ci aveva promesso 440 milioni che non sono mai arrivati, le aziende non hanno più liquidità per andare avanti, se non ci convocano fermiamo tutto”. Il 27 ottobre si terrà un tavolo al ministero dei Trasporti per sbrogliare questa situazione. “Un passo in avanti”, sottolinea Uggè.

La paralisi del Sud Italia

Come accennato, tensioni e blocchi autonomi si registrano in Puglia, stesso discorso si registra anche in Calabria e Sicilia. Il malessere è diffuso come spiega sempre Unatras a IlSole24Ore. Particolarmente critica la situazione a Cosenza che si trova “in piena emergenza carburanti”: la stragrande maggioranza delle stazioni di servizio ha completamente esaurito le scorte di benzina e diesel, gettando nel caos la mobilità urbana. Un problema che si sta estendendo anche ad altre province”.

I rischi per il settore agricolo

Dunque, sono fermi di traverso i mezzi di trasporto fino a quando non si verrà a capo di questa vicenda. Al Corriere interviene il presidente di Confcooperative Agroalimentare, Raffaele Drei, che prova a gettare acqua sul fuoco. “Comprendiamo le ragioni della protesta degli autotrasportatori e rispettiamo il loro diritto a manifestare il disagio ma occorre evitare che la protesta finisca per penalizzare produzioni che per loro natura non possono attendere, come frutta e verdura: ritardi nelle consegne possono compromettere la qualità dei prodotti e vanificare il lavoro delle aziende agricole durante un’intera stagione”.

Il grido di Confagricoltura

Confagricoltura delle province di Bari, Barletta, Andria e Trani non ha mezzi termini per spiegare la situazione caotica che si registra giorno dopo giorno con tutti i rischi per i prodotti freschi destinati non soltanto al mercato italiano ma anche a quello estero. Un blocco logistico insostenibile - sottolinea al Sole24Ore Confagricoltura Bari-BAT - che da oltre tre giorni sta paralizzando la movimentazione delle merci, mettendo a rischio la sopravvivenza economica anche delle imprese agricole e agroalimentari del territori”.

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