Nelle prossime settimane una nuova barca tedesca dovrebbe operare nel Mediterraneo per il recupero dei migranti. Si tratta della Thetis II, un veliero acquisito dalla Ong tedesca Sarah, che ha sostituito il suo motoscafo con questa imbarcazione più lenta e piccola, ma più economica e meno impegnativa. E, soprattutto, la scelta fatta dalla Ong si basa sul principio che un veliero difficilmente verrà mandato in porti distanti dalle autorità italiane. Un concetto che comunque è sempre relativo, come già dimostrato in passato, perché la scelta del porto da parte dell’Italia, che quasi mai è la primaria autorità di competenza ma lo diventa esclusivamente quando le Ong scelgono di non rapportarsi con l’autorità di competenza. Il più delle volte, infatti, le barche delle organizzazioni non governative operano nell’area Sar libica ma non contattano mai il Paese nordafricano, rivolgendosi all’Italia.
Così ha fatto anche la Trotamar II, un altro veliero con bandiera tedesca, che ha operato in acque Sar libiche ma ha chiesto assistenza a Malta e Italia. Il primo Paese, come sempre accade, non ha dato risposte e così è intervenuta l’Italia che ha dato alla barca il porto di Lampedusa, dove poi l’ha sottoposta a fermo amministrativo. Alla barca viene contestata la violazione del decreto Piantedosi, proprio perché non ha dato comunicazione al Paese libico, che era competente. A Lampedusa ha sbarcato 17 migranti provenienti presumibilmente da Egitto, Eritrea, Siria, Somalia e Yemen. I migranti hanno dichiarato di essere partiti da Zuara in Libia e sarebbero stati recuperati su un barchino di 6 metri. È probabile che la Trotamar II faccia ricorso contro la decisione e poi sulla decisione si pronuncerà il tribunale di Agrigento, competente per Lampedusa.
La Thetis II in questo momento si trova nel sud del Portogallo dopo essere stato cantierizzato per mesi in Germania. E molto probabile che stia facendo rotta verso il Mediterraneo dove l’organizzazione ha annunciato che opererà questa estate.
Si tratta di un veliero piuttosto datato in acciaio, lungo 14,5 metri, che non potrà ospitare più di 20 persone a bordo. Per il suo restauro era stata aperta anche una raccolta fondi per ottenere 21mila euro ma si è fermata a meno di 4mila. La barca comunque pare sia stata messa in sesto e preparata per affrontare il Mediterreaneo.