Nuovo sbarco di migranti in Italia, sulla spiaggia in mezzo ai bagnanti in un caldo giorno di luglio. Non siamo a Pantelleria o Lampedusa, dove questi eventi negli anni sono stati molto frequenti e documentati ma in Sardegna, nel sud. Nel comune di Teulada, nella rinomata spiaggia di Tuerredda, dove ogni giorno migliaia di persone si ritrovano per trascorrere una giornata di relax. Gli sbarchi in Sardegna, soprattutto in questo quadrante dell’isola, non sono una novità assoluta, anzi, negli ultimi anni gli eventi sono stati numerosi. Ma in mezzo ai bagnanti di una delle spiagge più amate dell’isola, tra residenti e turisti, forse è la prima volta per la Sardegna.
Diversi video registrati dai bagnanti riprendono le ultime fasi dello sbarco, quando il barchino con una decina di uomini a bordo si avvicina alla riva nel tardo pomeriggio, tra la curiosità dei presenti. Uno dei loro è in acqua per guidare l’imbarcazione, quelli a bordo brandiscono i fumogeni di emergenza per annunciare provocatoriamente il proprio arrivo: una volta a terra non c’è motivo per accendere le torce di segnalazione, al contrario utili quando si è in difficoltà in mare per avvisare eventuali barche di passaggio. La capitaneria è stata informata dai bagnanti ed è arrivata sul posto in pochi minuti. Solo pochi giorni prima di questo evento se n’era verificato uno simile a Porto Pino, qualche km più a nord lungo la costa sud-occidentale, un’altra spiaggia sarda apprezzata per le sue bellezze.
Questi barchini partono dall’Algeria, che in linea d’aria dista circa 100 miglia nautiche dalla Sardegna, in alcuni punti in cui l’isola si protende verso sud, come Capo Teulada, ancora meno. Quasi mai si tratta di barchini solitari, che lasciano gli ormeggi in Algeria e navigano a vista verso nord per arrivare in Sardegna, perché con i motori che montano difficilmente riuscirebbero a coprire il tragitto facilmente. Solitamente sono barchini che vengono portati a traino dai pescherecci algerini fino al confine delle acque territoriali italiane, quindi a 12 miglia nautiche dalla costa. Da lì, in un paio d’ore con mare a favore si raggiunge la costa.
Questo è anche il principale motivo per il quale in Sardegna i naufragi sono così infrequenti e perché le Ong non si spingono a operare in questo quadrante di Mediterraneo occidentale. Con la presenza delle navi madre i rischi di sicurezza sono pressoché annullati.