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Governo

“Anche la Consulta lo ha ammesso: sul caso Almasri applicata la legge”

Il ministro Carlo Nordio: “Abbiamo raggiunto e superato gli obiettivi del Pnrr, riducendo del 50 per cento l’arretrato del contenzioso civile”

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio in occasione delle interrogazioni a risposta immediata durante lo svolgimento del question time in Senato a Roma, Giovedì 10 Luglio 2025 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Minister of Justice Carlo Nordio on the occasion of the immediate response questions during question time in the Senate in Rome, Thursday, July 10 2025 (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Non esistono fasi politiche nelle quali il ministro Carlo Nordio non sia al centro della battaglia politica e delle polemiche mediatiche. Anche oggi è così.

Signor ministro, c’è stato il via libera all’arresto di Almasri. Allora ci fu un errore del ministero quando Almasri fu lasciato andare?

«No. Noi abbiamo trasmesso l’altro giorno gli atti alla magistratura romana, perché la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge del 2012 che ci aveva consentito di trattenerli. Qui bisogna esser chiari, perché ho sentito tanti commenti impropri, come quello che la Corte avrebbe bacchettato noi».

E invece?

«E invece la Corte, come è suo compito, ha bacchettato, per così dire, la legge. Noi abbiamo applicato quella allora vigente, che attribuiva al ministero un sorta di discrezionalità nella trasmissione degli atti. La Corte l’ha dichiarata illegittima, nella parte che non ne impone la trasmissione immediata. Si chiama sentenza additiva. Mi permetta di citarla testualmente: Dichiara la illegittimità degli art 2 e 4 nella parte in cui non prevedono che il ministro della giustizia debba immediatamente trasmettere al procuratore generale le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale. Il che significa che potevamo, con la legge di allora, evitare di trasmetterli immediatamente».

Sulle chat di Delmastro il problema si è risolto?

«Per ora no, e spetta al Parlamento risolverlo. Ma prendere visione delle chat di un parlamentare, e direi anche di un cittadino qualsiasi, senza individuare preventivamente in modo specifico e tassativo i motivi dell’acquisizione e i tempi cui si esse si riferiscono, significa intromettersi nell’intera vita privata di una persona, perché nel suo cellulare è inserito tutto, persino la cartella clinica. Dati riservatissimi e intimi, che poi magari finiscono sui giornali, senza che nessuno se ne assuma la responsabilità».

Pronto il provvedimento per scarcerare i tossicodipendenti. Ma le condizioni per attuarlo?

«Prima di tutto occorrono le condizioni normative, ed è quello che abbiamo fatto. Ora passiamo alla fase operativa, che comporta anche impegni economici. Confidiamo che, vista l’importanza etica del problema faremo uno sforzo aggiuntivo per ottenerle».

Il 41 bis funziona? Va riformato?

«Il 41 bis sta benissimo com’è, e non si tocca. Piuttosto vanno potenziate le misure di controllo, senza sacrificare il trattamento umanitario costituzionalmente garantito. Pochi giorni fa a Cagliari ho inaugurato un nuovo padiglione modello per il 41 bis che coniuga perfettamente questi requisiti».

Cosa pensa del disegno di legge sulla punibilità dei minorenni?

«Da oggi è più facile inquisire e giudicare un minore. Non abbiamo diminuito l’età imputabile, e nemmeno aumentato le pene. Abbiamo detto che la capacità di intendere e di volere di un sedicenne è presunta, fino a prova contraria. Del resto se si vuol dare il voto ai sedicenni non si vede perché dovremmo trattarli pregiudizialmente come dei seminfermi di mente».

Cosa può fare la Giustizia per fermare le violenze dei No Tav?

«Applicare rigorosamente le leggi che esistono, magari condividendo l’indirizzo a suo tempo adottato a Torino dai Pm Caselli e Rinaudo, contestando le finalità di terrorismo. Perché di vero terrorismo si tratta».

Esiste una sottovalutazione o addirittura una specie di fiancheggiamento di alcune forze del campo largo verso i no tav?

«Nel campo largo no. Ma in un certo settore pseudo intellettuale sì, come ben ha rilevato il Procuratore Generale di Torino Lucia Musti».

Si parla di uso dell’intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale come strumento di ordine pubblico. Non c’è un rischio per i diritti alla privacy e alla libertà? Finiremo tutti nel Grande Fratello?

«Come tutte le innovazioni tecnologiche rivoluzionarie, e la AI lo è quanto l’invenzione della stampa di Gutenberg, pone problemi nuovi, con vantaggi e inconvenienti. Va fatta anche qui una riflessione seria e pacata, in armonia con le direttive europee».

Ogni giorno ogni questione politica è trattata con l’ottica dell’orizzonte elettorale. Come si fa a governare in questo clima?

«Non è certo facile, ma accade in tutte le democrazie che sono, come è noto, il peggiore dei regimi dopo tutti gli altri. Se tuttavia guardiamo ai paesi democratici, a cominciare dalla Ue per finire con gli Usa, noi stiamo meglio».

È vero che il suo ministero ha raggiunto tutti gli obiettivi del Pnrr di cui si è congratulato anche il presidente Mattarella?

«Sì, abbiamo raggiunto e superato gli obiettivi del Pnrr, riducendo del 50 per cento l’arretrato del contenzioso civile. Abbiamo ringraziato, congiuntamente con il vice presidente del Csm Fabio Pinelli, tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato straordinario. Ora invierò personalmente una lettera ai miei colleghi magistrati per congratularmi con loro, sottolineando le conseguenze positive per la giustizia e per il Paese».

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