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Nessy Guerra portata in caserma in Egitto e poi rilasciata dopo l'intervento di Tajani. Il ministro: "Lavoriamo per riportarla in Italia prima possibile"

La polizia egiziana l'ha prelevata nella notte. L'avvocata: "Un escamotage per arrestarla". Poi l'intervento del ministro per liberarla

Screen "Chi l'ha visto?"
Screen "Chi l'ha visto?"
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Portata in caserma nella notte, Nessy Guerra è stata liberata dopo l’intervento del ministro Antonio Tajani. Nella vicenda che tiene l’Italia con il fiato sospeso per il destino di una mamma ligure bloccata in Egitto, è appena avvenuto qualcosa che, se confermato, getterebbe luci sinistre. La 27enne ligure, che da tre anni non può tornare in Italia con la figlia, perché la legge egiziana richiede il permesso dell’ex marito, padre della bambina, che non glielo concede, è stata condotta in una stazione di polizia egiziana con la figlia.

"Nessy Guerra è stata rilasciata ed è già tornata a casa con sua figlia. Esprimo la mia gratitudine all'Ambasciata d'Italia al Cairo per il prezioso lavoro svolto. Ringrazio il Ministro Badr Abdelatty e le autorità egiziane per la collaborazione dimostrata", ha scritto su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Aggiungendo: "Continuiamo a lavorare per riportare Nessy Guerra e sua figlia in Italia il prima possibile".

Guerra si trovava in una residenza ignota all’ex marito, che in altre occasioni aveva cercato di rapire la minore. L'uomo aveva inoltre inviato minacce a moltissime persone: indirettamente alla trasmissione “Chi l’ha visto?” e alla premier Giorgia Meloni, ma aveva anche detto al viceconsole onorario a Hurgada Orazio Gioacchini che lo avrebbe gambizzato, proprio come ha fatto in altre occasioni in in Italia. Per le minacce a Gioacchini, il 9 giugno l’ex marito di Nessy è stato tradotto in carcere e poi scarcerato dietro una cauzione del valore di una manciata di euro. Secondo quanto riportato da fonti della Farnesina, Nessy e la bambina sarebbero state tradotte in caserma perché un giudice avrebbe richiesto di far vedere la figlia al padre.

L’uomo, Tamer Hamouda, è stato condannato in Italia in via definitiva per percosse, lesioni, stalking, violazione di domicilio, furto e truffa ai danni di una precedente ex compagna, ma alla vigilia della condanna si è reso latitante in Egitto. Dove Nessy Guerra l’ha denunciato per violenza domestica e l’ha lasciato. A quel punto lui l'ha accusata di adulterio, denuncia che ha portato a una condanna per la 27enne a una reclusione di 6 mesi e ai lavori forzati, nonostante un presunto testimone abbia ammesso al giudice di aver subito pressioni per affermare il falso. Quindi sostanzialmente Nessy è stata condannata per un reato che in Italia non esiste e con false accuse.

Così stanotte la polizia egiziana ha prelevato madre e figlia: Guerra è stata assistita dall’ambasciatore italiano al Cairo Agostino Palese e dalla console Giulia De Nardis. A metà mattina il rilascio.

“È stata prelevata alle 3 di notte insieme alla bambina su ordine della procura per permettere al padre, Tamer Hamouda, di vederla - ha spiegato la legale di Nessy Guerra Agata Armanetti all’Adnkronos - L’ordine della procura non può essere eseguito perché non c’è una sentenza che dispone l’affido o la custodia, né il diritto di visita, quello che noi temiamo è che sia un escamotage per arrestare Nessy e mandarla in carcere. L’ho sentita fino a pochi minuti fa al telefono: in questo momento è su un divano in una stanza e stanno aspettando che arrivi lui. Mi chiedo come si possa permettere che a un pazzo pluripregiudicato possa essere concesso di vedere la figlia e che venga trattata così una donna vittima di violenza.

Voglio sapere dove finisce la convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e quando iniziano i diritti delle persone”.

Guerra e Armanetti hanno più volte fatto appello alle istituzioni italiane perché la 27enne possa tornare a casa con la bimba.

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