Portata in caserma nella notte, Nessy Guerra è stata liberata dopo l’intervento del ministro Antonio Tajani. La 27enne ligure, che da tre anni non può tornare in Italia con la figlia, perché la legge egiziana richiede il permesso dell’ex marito, padre della bambina, che non glielo concede, è stata condotta in una stazione di polizia egiziana con la figlia.
"Sono arrivati alle 3 del mattino, tutti in borghese. Parcheggiato sulla strada un furgone a nove posti dove avrebbero dovuto farmi salire. Il mio padrone di casa, che è un ex militare, si è però imposto e dopo una trattativa è riuscito a convincere gli agenti che sarebbe stato lui ad accompagnarci", le parole della donna all'Adnkronos.
Inizialmente le è stato detto che si trattava di un ordine della procura che avrebbe disposto l'accompagnamento coatto della donna e della figlia per permettere all'ex marito di Nessy, Tamer Hamouda, di vedere la figlia, ma Nessy ha presto capito che si trattava di un pretesto. "Non esiste nessun documento che attesti il fatto che il mio ex debba vedere la bambina - racconta Nessy, difesa in Italia dall'avvocata Agata Armanetti -, nel 2024 è stata affidata a mia madre, ora siamo in attesa della sentenza di appello che potrebbe ribaltare il verdetto in primo grado e affidarla alla madre del mio ex, ma fino ad allora è affidata a mia madre". Nessy Guerra era latitante in Egitto perché condannata in appello a sei mesi di lavori forzati per l'accusa di avere commesso adulterio nei confronti di Hamouda, accusa che Nessy ha sempre respinto e insieme ai suoi legali nei giorni scorsi ha depositato ricorso in Cassazione. Dopo ore di panico è arrivato l'ambasciatore, accompagnato dal console. "Ho chiamato l'ambasciatore più volte prima che mi rispondesse. Quando sono arrivati hanno parlato per un paio d'ore con un ufficiale di polizia, al termine della trattativa è stato disposto il nostro rilascio, ma ho dovuto firmare un impegno a non lasciare l'abitazione in cui mi hanno trovata. Quindi bene da un lato, dall'altro vivo con l'ansia che possa succedere di nuovo".
La donna si appella nuovamente alle istituzioni, "devono fare qualcosa perché mi sento vulnerabile - spiega -. Prima avevo la speranza che non sarebbe mai venuto nessuno a bussarci, ma adesso so che sanno dove sono, il mio ex, come ha già fatto altre volte potrebbe pagare qualcuno e scoprire dove abitiamo. Chiedo che mi ospitino almeno in Ambasciata, è insano quello che sta succedendo". "La mia preoccupazione - conclude - è per mia figlia, se mi arrestano che fine fa la bambina? E' affidata a mia madre, ma se la sentenza in appello viene ribaltata? Se lui la rapisce?".
Guerra si trovava in una residenza ignota all’ex marito, che in altre occasioni aveva cercato di rapire la minore. L'uomo aveva inoltre inviato minacce a moltissime persone: indirettamente alla trasmissione “Chi l’ha visto?” e alla premier Giorgia Meloni, ma aveva anche detto al viceconsole onorario a Hurgada Orazio Gioacchini che lo avrebbe gambizzato, proprio come ha fatto in altre occasioni in in Italia. Per le minacce a Gioacchini, il 9 giugno l’ex marito di Nessy è stato portato in carcere e poi scarcerato dietro una cauzione del valore di una manciata di euro. Secondo quanto riportato da fonti della Farnesina, Nessy e la bambina sarebbero state tradotte in caserma perché un giudice avrebbe richiesto di far vedere la figlia al padre.
L’uomo, Tamer Hamouda, è stato condannato in Italia in via definitiva per percosse, lesioni, stalking, violazione di domicilio, furto e truffa ai danni di una precedente ex compagna, ma alla vigilia della condanna si è reso latitante in Egitto. Dove Nessy Guerra l’ha denunciato per violenza domestica e l’ha lasciato. A quel punto lui l'ha accusata di adulterio, denuncia che ha portato a una condanna per la 27enne a una reclusione di 6 mesi e ai lavori forzati, nonostante un presunto testimone abbia ammesso al giudice di aver subito pressioni per affermare il falso. Quindi sostanzialmente Nessy è stata condannata per un reato che in Italia non esiste e con false accuse. Guerra e Armanetti hanno più volte fatto appello alle istituzioni italiane perché la 27enne possa tornare a casa con la bimba.
"Ho denunciato il mio ex italo-egiziano violento, lui mi manda a processo per adulterio in Egitto"