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“Noi qui non possiamo entrare”, cartelli anti maranza invadono vie e parchi pubblici nel Bresciano

A rivendicare il blitz notturno è stato il Comitato Remigrazione e Riconquista di Brescia, con lo scopo di combattere il degrado dilagante

divieto maranza

Un’azione coordinata ha interessato nella notte a cavallo tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre diverse zone della città di Brescia e di numerosi comuni della provincia, tra i quali Gardone Val Trompia, Sarezzo, Collio e Lumezzane: durante il blitz, gli autori hanno tappezzato vie e aree pubbliche di cartelli recanti messaggi finalizzati, come spiegato nella successiva rivendicazione, a contrastare il dilagante degrado urbano, l’illegalità e i flussi migratori irregolari.

“Noi qui non possiamo entrare”, si legge sui piccoli manifesti condivisi anche via social e pubblicati anche sulla pagina Facebook Orgoglio Bresciano. Nell’immagine compare un segnale di divieto all’interno del quale sono collocati due extracomunitari che sembrano indossare abiti giovanili, a richiamare presumibilmente lo “stile” maranza. I cartelli recanti il breve testo, redatto in più idiomi per far sì che fosse comprensibile alla platea di cittadini più ampia possibile, sono stati affissi in corrispondenza degli accessi ai parchi e vicino alle zone giochi. A farsi promotori dell’iniziativa, come spiegato da Val Trompia Notizie su Instagram, i membri del “Comitato Remigrazione e Riconquista di Brescia”.

Il gesto è stato rivendicato con una nota, in cui il gruppo, che ha parlato di un atto intenzionalmente provocatorio, fa riferimento a presunte criticità che interesserebbero la vivibilità di vari giardini della zona: nello specifico vengono citati episodi di abbandono di rifiuti, stazionamenti non autorizzati, attività di spaccio e condotte moleste. Situazioni di degrado urbano e mancanza di sicurezza alla base delle quali ci sarebbe anche l’incontrollata gestione dei flussi migratori: l’insieme di questi fenomeni, accusa il gruppo, renderebbe così non fruibili a famiglie e bambini le aree pubbliche

Tra le richieste formulate dal comitato figurano un incremento delle attività di pattugliamento del territorio da parte delle forze dell’ordine, lo sgombero degli insediamenti abusivi e la puntuale applicazione delle sanzioni previste dai regolamenti di polizia urbana a carico dei trasgressori.

A seguito della comparsa dei manifesti sono giunte le prime prese di posizione da parte delle amministrazioni territoriali coinvolte. In Valtrompia si registra l’intervento di Giovanni Gatta, assessore del Comune di Sarezzo, che ha espresso una netta contrarietà nei confronti delle modalità dell’iniziativa. “Il decoro e la sicurezza dei nostri spazi pubblici sono un obiettivo che condivido”, dichiara l’esponente della giunta, “so bene che garantire cura costante e presenza continua delle forze dell’ordine non è semplice, ma non è con messaggi che dividono e intimidiscono che si rispettano e si migliorano i nostri parchi”.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore, le affissioni effettuate nella notte non costituiscono uno strumento idoneo al miglioramento della vivibilità dei parchi, ponendosi in contrasto con i principi di coesione sociale e rispetto reciproco che regolano la comunità locale. Gatta ha infine confermato l’intenzione del Comune di proseguire negli interventi di manutenzione e messa in sicurezza dei giardini pubblici: “Continueremo a lavorare, con cittadini e associazioni, per parchi curati, sicuri e aperti a tutti”.

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