Per diciassette anni il sipario è rimasto abbassato. Ora L’Aquila è pronta a rialzarlo e, intanto, sbarca con la propria storia dall’altra parte dell’Atlantico. Il 2026 è l’anno in cui la città è Capitale della Cultura. È l’anno in cui il capoluogo abruzzese inaugura a 17 anni dalle ferite del sisma, il suo Teatro comunale e approda a Filadelfia negli Stati Uniti con una settimana di appuntamenti dedicati alla storia, alla cultura e alle eccellenze gastronomiche del territorio. È una città che torna ad abitare i suoi luoghi e con quelli si propone a un pubblico internazionale. La data più attesa è il 17 novembre, quando il Teatro comunale «Nazzareno De Angelis» sarà restituito alla città. Il taglio del nastro in mattinata alla preenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli aprirà sei giornate di spettacoli, visite e incontri. Una riapertura pensata per ricucire un’abitudine interrotta: ritrovarsi in platea, riconoscere un luogo familiare, farlo scoprire a chi era troppo piccolo per ricordarselo. «Abbiamo scelto di restituire il Teatro alla città in più giornate e con più porte d’ingresso, perché un teatro non si inaugura: si vive - ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi - Il primo sipario si alzerà per i ragazzi, che questo palcoscenico lo erediteranno, e per chi ha lavorato per restituircelo. Poi toccherà a chi lo frequentava prima del 2009 e lo ha atteso per diciassette anni, alle famiglie, ai curiosi. Voglio che ogni aquilano possa varcare quella soglia e sentirsi a casa. Perché una città rinasce davvero non quando ricostruisce i suoi luoghi, ma quando torna ad abitarli». Il ritorno del grande spettacolo dal vivo segnerà l’apice delle celebrazioni. Mercoledì 18 novembre, alle ore 17, andrà in scena un’anteprima de La Traviata di Giuseppe Verdi con la regia di Giorgio Pasotti, direttore artistico del TSA. La serata sarà interamente dedicata alle giovani generazioni, con il coinvolgimento delle istituzioni formative cittadine, e a tutti coloro che negli anni hanno lavorato, a vario titolo, al recupero del bene. Gli studenti potranno assistere allo spettacolo con un biglietto agevolato. La prima ufficiale, su invito, si terrà venerdì 20 novembre, mentre domenica ci sarà la replica aperta al pubblico. «Abbiamo lavorato con tenacia per centrare questo obiettivo: l’inaugurazione di novembre non rappresenta solo la conclusione di un complesso lavoro di recupero, ma è anche il simbolo più luminoso della rinascita della nostra città, proprio attraverso la cultura», ha detto ancora il sindaco. Un evento eccezionale, che proseguirà con visite guidate e incontri. Ma prima ancora di riaprire il suo palcoscenico, L’Aquila ne raggiungerà un altro oltreoceano. Da oggi a sabato il sindaco volerà a Filadefia, città dell’amore fraterno connessa con L’Aquila città del perdono, per partecipare alle iniziative organizzate dal Gran Caffè L’Aquila, in collaborazione con il Consolato generale d’Italia a Filadelfia. Tra i momenti centrali della visita, l’incontro con il sindaco americano, Cherelle Parker, e quello con l’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci. In programma oltre agli incontri istituzionali, presentazioni culturali, appuntamenti dedicati all’enogastronomia e all’artigianato abruzzesi. La scelta di Filadelfia assume un significato particolare anche per la presenza di una comunità italiana e abruzzese profondamente radicata: nella contea risultano iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) circa 10mila italiani, di cui circa 4mila di origine abruzzese. «Considero la cultura una vera infrastruttura sociale che permette a una comunità di riconoscersi nella propria storia, rafforzare la propria identità e aprirsi al mondo - ha concluso il sindaco - L’anno da Capitale ci offre l’occasione di mostrare L’Aquila per ciò che è oggi: non più soltanto la città del terremoto e della ricostruzione, ma un centro di cultura, ricerca e innovazione che guarda al futuro e dialoga con il mondo. Filadelfia è una vetrina internazionale prestigiosa per raccontare questa trasformazione. L’incontro con il sindaco Cherelle Parker va proprio in questa direzione: vogliamo che questa settimana diventi l’inizio di una collaborazione stabile tra le nostre città».
