A distanza di un anno circa dall’attentato dinamitardo, è paradossale dirlo, ma è plausibile sostenere che l’insano piano concepito da Valter Lavitola abbia effettivamente funzionato. Almeno nella prima parte, quella che puntava a collocare Sigfrido Ranucci al centro del dibattito pubblico italiano. Infatti, la bomba è stata uno straordinario acceleratore della visibilità di Sigfrido Ranucci e di conseguenza ha aumentato a dismisura la copertura dei contenuti social e l’audience dei suoi canali social. In particolare, la pagina Facebook si è trasformata in questi mesi nella Fortezza Bastiani della narrazione monocorde di Ranucci, l’avamposto dal quale controllare l’arrivo del nemico, dal quale lanciare avvertimenti e cannonate contro gli avversari di sempre, ma non di meno, sparare ad alzo zero contro i nuovi nemici che un tempo furono sodali. Insomma, più di Instagram, Facebook è diventata la principale arma di difesa, quella all’apparenza più efficace da brandire, per tenere in piedi la reputazione e l’integrità professionali, soprattutto da quando la Rai ha scelto di sospendere le repliche estive di Report e più recentemente di rimuoverlo dalla conduzione del programma. Così il numero di follower in questi mesi è cresciuto portando la fanbase da circa 830 mila follower, prima dell’attentato del 16 ottobre 2025, a oltre un milione, traguardo raggiunto grazie allo sprint degli ultimi due mesi che si sono chiusi con incremento di poco meno di 100 mila nuovi follower. Una crescita altrettanto corposa è stata anche registrata dall’account di Instagram che ha aumentato la consistenza della fanbase di più del doppio. Infatti dai 132 mila iscritti che seguivano agli inizi di ottobre dell’anno scorso siamo passati adesso a oltre 341 mila follower e ovviamente, ma questo vale anche per la pagina Facebook, le due grandi fratture in cui sono stati registrati gli incrementi più ampi riguardano in parte l’attentato dinamitardo, ma in modo particolare le ultime prese di posizione contro la Rai e i due colleghi indicati dall’azienda per la successione alla conduzione. La riprova che Ranucci abbia adottato una precisa strategia di amplificazione della propria audience pubblicando contenuti capaci di innescare il coinvolgimento strumentale dei follower è confermata anche dai tassi di engagement dei due canali. Infatti, quello della pagina Facebook è passato da una del 2,4%, da gennaio a giugno, a una percentuale del 5,8%, quindi esattamente il doppio. Ancora meglio è stata la progressione dell’account di Instagram, passando da un tasso di coinvolgimento dello 0.93% a uno del 6.1% dell’ultimo bimestre. La rincorsa forzata all’audience, che nei momenti di crisi può servire a uscire dall’angolo, però a lungo andare può diventare anche una trappola, un vicolo cieco molto pericoloso. Infatti, basta che cambi un singolo elemento del contesto narrativo, come è già successo ieri con la decisione di Giulia Presutti di rinunciare all’offerta della conduzione, che like e visualizzazioni perdano di colpo la loro spinta propulsiva.

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