Preoccupazione per Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma per polmonite a causa di un virus e le sue condizioni sarebbero critiche. Già lo scorso anno era stato curato nello stesso ospedale per problemi di salute accompagnati da una forte depressione. Di quei mesi difficili aveva parlato apertamente, raccontando la sofferenza e le cure, prima di riprendere a partecipare agli appuntamenti culturali.
Sgarbi aveva raccontato di essere dimagrito fino a pesare 59 chili e di incontrare difficoltà anche nelle attività quotidiane. «Ho perso parecchi chili. Faccio fatica in tutto. Riesco a tratti ancora a lavorare. Ho sempre dormito poco. Ora passo molto tempo a letto», aveva confidato. Nelle sue parole il racconto di una «meditazione dolorosa» sul passato e sul futuro, ma anche il riferimento alle cure, alle sacche e alle flebo. Aveva ammesso di avere rischiato di morire, spiegando però di non avere paura.
Il critico aveva collegato il proprio malessere anche allo stress politico e alle dimissioni da sottosegretario alla Cultura, vissute come «un’ingiustizia». Una vicenda che secondo il suo racconto aveva pesato sulla mente e sul corpo. Durante quel percorso gli era stata accanto la compagna Sabrina Colle, aiutandolo a prendersi cura di sé e a recuperare.
Negli anni precedenti Sgarbi aveva già affrontato altri problemi di salute. Nel 2021 aveva annunciato sui social di essere guarito da un tumore alla prostata: «È stata dura, ma alla fine è andato tutto bene». In quell’occasione aveva ringraziato chi lo aveva assistito, in particolare i medici e gli infermieri del reparto di Oncologia del Regina Elena di Roma. Nel 2016 era invece stato ricoverato a Modena per un episodio di ischemia, che aveva reso necessaria un’angioplastica urgente. Dal letto d’ospedale aveva definito l’intervento «lavori di manutenzione straordinaria».
Negli ultimi mesi Sgarbi aveva ripreso a partecipare a incontri e manifestazioni culturali. A maggio, a Ferrara, intervistato da Aldo Cazzullo per i 150 anni del Corriere, aveva ripercorso la sofferenza attraverso l’arte. A luglio aveva partecipato alla tappa bergamasca della Milanesiana, festival diretto dalla sorella Elisabetta, parlando della mostra di Waimar Vaccari. A fine agosto era stato a Rovereto per illustrare la rotta del Mart, museo di cui è presidente. L’ultima apparizione pubblica risale al 18 settembre: l’emozionante ritorno a Palazzo dei Diamanti di Ferrara per la mostra «Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità.
Intanto la figlia Evelina Sgarbi è tornata all’attacco attraverso una nota del suo legale, Lorenzo Iacobbi, che ha definito «irresponsabile» la gestione delle patologie del padre. Nel mirino anche gli impegni degli ultimi mesi: il critico sarebbe stato coinvolto in una «forzata e incessante attività estiva di promozione e partecipazione ad eventi».
