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Nazionale

“Eravamo le sue schiave”: parla una delle vittime del guru in Val di Susa

Un uomo senza scrupoli: Pandora (nome di fantasia) racconta gli anni bui in cui è stata vittima di Bruno Malatesta e il coraggio di scappare e tornare alla vita a 19 anni

Ha trovato il coraggio di parlare facendo un racconto con dettagli raccapriccianti di quello che avveniva in Val di Susa nella setta del guru Bruno Malatesta arrestato dai carabinieri. Pandora, questo il nome che ha scelto, oggi ha 27 anni e al quotidiano La Stampa ha raccontato una storia di abusi e schiavitù.

Quando è iniziato l’incubo

Sin dalla tenera tenera età (aveva soltanto 9 anni), a causa della madre è entrata nella setta vivendoci per 10 anni. Per uno anno tutto ok, poi sono cominciati i problemi dopo la scelta di vivere in una comunità residenziale gestita dal guru. “Tutte eravamo obbligate a lavorare la terra, a pulire e cucinare. Avevamo le teste rasate e le tuniche arancioni. Lo stile era monacale. Ma lui, che ci umiliava, ci divideva e mortificava ogni giorno, pensava che fossimo tutte streghe putt…”, racconta Pandora al quotidiano

Come le ha raggirate

Pandora si è vergognata a pronunciare quella parola davanti ai carabinieri ai quali ha fornito ogni particolare dell’incubo vissuto. “Ci chiamava così. Diceva che nella nostra vita precedente eravamo streghe putt... Lui ci avrebbe salvate portando via le energie negative. Ad esempio, mettendoci le mani sul seno altrimenti il male sarebbe arrivato sotto forma di cataclismi, di un tumore. Non mi rendevo conto che fossero minacce”.

Le violenze sessuali

Malatesta è un uomo senza scrupoli che non si limitava a umiliare le sue seguaci. Secondo il racconto della donna, nel corso delle sedute a cui tutte erano tenute a partecipare, lui “usava pretesti per toccare le parti intime, su cui posizionava ‘cristalli per portare via le negatività’. Nonostante gli evidenti disagi, Pandora racconta che attorno a lei tutte rimanevano inermi e in silenzio. “Queste cose ti lasciano un malessere dentro a cui non sai dare un nome. Mentre accadono, tu hai la sensazione che sia sbagliato. Ma lui è il maestro e può fare tutto. Pensi così poi. E se lo fa c’è un motivo”.

Isolava le adepti

Come se non bastasse, Malatesta separava le donne impedendo che potessero abbracciarsi e perfino toccarsi, altrimenti la negatività sarebbe stata trasmessa. L’unico autorizzato era lui. “Mi ha distaccata da mia madre da quando ero piccola. Mia madre era una di quelle che lui teneva segregate. Non la potevo vedere”. Finalmente, Pandora ha un sussulto e a 19 anni non ce la fa più a fare quella vita: prima lo dice alla madre, poi scappa per sempre.

“Credo che la scuola mi abbia salvata. Ho capito che dovevo aprire gli occhi durante i primi mesi di università. Lui mi aveva obbligata a farla così poi avrei potuto lavorare gratis per lui. C’erano delle ragazze sedute vicine a me in aula. Io avevo la bandana arancione come sempre, non mi hanno chiesto perché la indossassi. Mi hanno solo invitata a sedermi vicino a loro e da lì ho scoperto un mondo. Di uscite, di amiche. Non avevo mai vissuto prima di allora”. Finalmente, dopo anni di dolore e depressione, la rinascita di Pandora che oggi ha un compagno che la ama, un lavoro e una vita totalmente diversa di quella che ha subìto negli anni dell’adolescenza.

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