Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 05:27
Nazionale

Un decennio da arcivescovo Delpini lascerà a luglio 2027

Il Papa accetta la rinuncia e rinvia di un anno l’addio alla Diocesi. Previste le consultazioni sul successore

L'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, durante un incontro alla Camera del Lavoro, Milano, 10 Ottobre 2025. ANSA/MATTEO CORNER

Il Papa ha accettato la rinuncia all’incarico dell’arcivescovo, Mario Delpini. Come prescritto dal Codice di diritto canonico, al compimento del settantacinquesimo anno di età, lo scorso 29 luglio, Delpini aveva rimesso nelle mani del Santo Padre il governo pastorale dell’Arcidiocesi. Con una lettera giunta alcuni giorni fa, il Nunzio apostolico in Italia, monsignor Edgar Peña Parra, ha comunicato all’arcivescovo che Leone XIV ha «accettato detta rinuncia con la formula nunc pro tunc, prorogando l’incarico per un anno». Nunc pro tunc (ora per allora) significa che l’anno si calcola a partire dalla rinuncia dell’arcivescovo. Lo stesso Nunzio ha anche comunicato che, al termine del periodo indicato, dopo il mese di luglio 2027, la Nunziatura apostolica «darà inizio alla consueta indagine per la provvista di codesta Sede». Delpini «rimarrà, pertanto, in carica fino alla pubblicazione della nomina del Suo successore». Compirà così dieci anni di episcopato.

Mario Delpini, classe 1951, ha compiuto da un mese l’età che il Diritto canonico fissa per la pensione dei vescovi. L’arcivescovo di Milano, in udienza privata con Papa Leone XIV, aveva già offerto al Pontefice le sue dimissioni entro l’estate, così da poter consentire al successore di insediarsi per l’8 settembre, Santa Maria Nascente, quando inizia l’anno pastorale ambrosiano. «Il Papa ha ascoltato con attenzione e benevolenza queste mie riflessioni e ha concluso esprimendo l’orientamento a non accettare le mie dimissioni. Devo quindi prevedere che continuerò a esercitare il mio ministero di arcivescovo di Milano per qualche tempo» aveva raccontato lui stesso lo scorso febbraio, prima di dare alle stampe la lettera per l’anno pastorale 2026-207.

Delpini stesso era stato nominato arcivescovo da Papa Francesco nel luglio 2017, per poi prendere possesso della Diocesi nel settembre del medesimo anno, succedendo così all’arcivescovo Angelo Scola, del quale era stato vicario generale. In modo imprevisto, ma non inusuale per papa Bergoglio, la scelta non era caduta su un cardinale né l’arcivescovo Mario Delpini è stato mai creato cardinale dal Papa. Attento ai temi del lavoro e delle emergenze sociali più scottanti, come ha dimostrato più volte dal pulpito del Duomo e da quello di sant’Ambrogio, durante il Covid si è speso molto per confortare i malati e l’intera Diocesi.

Il tempo è adesso fissato: Delpini sarà alla guida della Diocesi fino al prossimo luglio, quando inizieranno le consultazioni ufficiali previste dalla Chiesa per la nomina del successore, anche se la parola finale spetta a Papa Leone, soprattutto per una diocesi grande e importante quale è quella di Milano. I soggetti coinvolti sono la Chiesa locale con il suo vescovo, i vescovi della Conferenza episcopale e il Nunzio apostolico. Alla fine del procedimento una terna di nomi viene proposta al Papa, che però può decidere in totale libertà.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.