Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 08:57
In evidenzaAggiornato alle ore 08:57
Nuove frontiere

Arrivano i Terminator cinesi da mandare in guerra. Paura? Prima guardiamoli bene

La Cina accelera sui robot umanoidi da portare sul campo di battaglia, ma tra propaganda e realtà il salto verso i “Terminator” resta enorme. Intanto droni e mezzi telecomandati, molto più semplici, hanno già cambiato il volto della guerra

Mandare robot umanoidi in guerra, lo dice la Cina, e subito immaginiamo un esercito di Terminator, almeno stando a quanto scrive il quotidiano ufficiale dell’Esercito popolare di liberazione (i regimi hanno questo aspetto paradossale, continuano a chiamarsi “di liberazione” e “popolare” anche quando sono diventati regimi di cui il popolo vorrebbe liberarsi).

Comunque sia andiamo alla ciccia, anzi al ferro dei Terminator cinesi, anzi alla carta del suddetto quotidiano popolare, il PLA Daily, che ha chiesto di accelerare il trasferimento delle tecnologie robotiche avanzate dai laboratori ai campi di addestramento militare, con l’obiettivo di sviluppare veri “combattenti” robotici. Già in un articolo del luglio 2025 lo stesso giornale ipotizzava che gli umanoidi potessero passare progressivamente da ruoli di supporto, tipo ricognizione, pattugliamento e logistica, a compiti di combattimento diretto, con l’uso delle armi contro bersagli umani sotto autorizzazione umana (per adesso).

Non sembra inverosimile, tutti sono rimasti strabiliati dalle Olimpiadi robotiche cinesi, o meglio quasi tutti, o forse più i cinesi, perché di vedere un robot che batte Bolt nei cento metri ce ne importa poco a livello sportivo, motivo per cui i tornei di scacchi continuano a essere umani nonostante i computer battano gli umani da tempo. Ma proprio quelle Olimpiadi, messe in uno scenario di guerra, hanno un aspetto comico.

Umanoide fa impressione, siamo vissuti con l’immaginario dell’umanoide e dei replicanti, e va bene per metterselo in casa (come in Io e Caterina), eppure anche lì ci stanno ancora lavorando e non è così semplice al di là delle parate e delle paraculate di propaganda.

Anzitutto perché mai, per fare la guerra, un robot dovrebbe assomigliare a noi, considerando che la guerra in Ucraina ha già mostrato l’efficacia devastante di macchine molto semplici, droni volanti per ricognizione e attacco, droni navali, mezzi terrestri telecomandati? Cito l’Ucraina non a caso, dispone ormai di milioni di immagini annotate ricavate da decine di migliaia di voli di combattimento, proprio per addestrare nuovi sistemi autonomi. Insomma, due gambe, due braccia, due mani, una testa (che pensi per conto suo o sia telecomandata vedete voi) sono indispensabili per un soldato perché l’evoluzione ci ha fatti così. Viceversa per una macchina significano anche equilibrio da mantenere, moltissimi snodi meccanici, maggiore consumo di energia (deve ricaricare le batterie, come noi con i nostri smartphone), e più parti che possono rompersi anche senza essere colpite. Un drone non deve imparare a camminare prima di sparare.

La forma umanoide è inutile in guerra? Non in teoria: può diventare utile là dove il campo di battaglia è già costruito intorno alla forma umana: entrare da una porta, salire una scala, percorrere un corridoio, utilizzare un veicolo o uno strumento concepito per mani e braccia (però pensate ai robot artificieri che usiamo da decenni, gli abbiamo messo cingoli e sembrano tutto fuorché umani, non serviva farli umani). Non a caso gli stessi studi militari cinesi immaginano soprattutto scenari di combattimento urbano e riconoscono che oggi autonomia, consumi e affidabilità restano problemi aperti, oltre al fatto che alcuni prototipi militari vengono infatti ancora teleoperati.

E qui torno alle meravigliose Olimpiadi robotiche di Pechino. Meravigliose davvero, perché, come dicevo, il Tiangong Ultra ha corso i cento metri in 8,64 secondi, quasi un secondo meno del record umano di Usain Bolt, wow, e anche bah (facciamolo gareggiare con una Ferrari allora). Tuttavia nel frattempo altri concorrenti hanno dato spettacolo, in senso cyberfantozziano: durante il sollevamento pesi un robot ha perso l’equilibrio, precipitando in avanti contro il tavolo dei giudici e è stato portato via su una barella (da umani, potevano farlo portare via da robot umanoidi barellieri). Nelle gare dei cento metri ce ne sono stati che, arrivati in fondo, sono finiti contro le protezioni e

almeno un robot ha preso fuoco dopo la corsa e sono dovuti intervenire gli addetti (sempre umani) con l’estintore. Nel calcio cadono, si rialzano, ricadono, hanno crisi epilettiche (o si dovrebbe dire epielettriche?): immaginateveli sotto il fuoco nemico.

Tra l’altro i robot cinesi sono diventati straordinari nel compiere alcune prestazioni molto precise sebbene siano ancora lontani dalla versatilità di un essere umano. Reuters è entrata poche settimane fa in un centro cinese dove più di cento umanoidi vengono addestrati a smistare casse, confezionare noodles o preparare il caffè e pensate: un addestratore inesperto può dover fare trecento tentativi per ottenere dal robot un solo movimento utilizzabile, uno esperto se la cava, si fa per dire, con uno ogni cinquanta. Nelle fabbriche vere i tradizionali bracci industriali (sono anch’essi robot, e li usiamo da decenni) rimangono più veloci e affidabili.

Insomma, il salto dal robot che fa kung fu o batte Bolt al Terminator che ripulisce un edificio dai nemici non sembra affatto breve, al contrario dell’avanzamento incredibile dell’AI. Forse ci si arriverà e la mole degli investimenti cinesi suggerisce di non prenderli sotto gamba (gamba umana, non umanoide). Un futuro di robot in guerra? In fin dei conti, pensandoci, non sarebbe male se le guerre fossero combattute da umanoidi pilotati da remoto. Sia per l’umanità sia per i miei ideali. Potrei anche io arruolarmi e andare in Ucraina stando seduto sulla poltrona, e anziché giocare a Call of Duty controllare il mio soldato contro un altro robot soldato pilotato da un russo. Anche perché i russi, quando li incontro in Call of Duty, li batto sempre.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.