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Nuove frontiere

Terminator non ha battuto l’uomo. Ha battuto tutti i media umani. E adesso vediamo cosa c’è dietro

Robot Boxe

Quando Mike Tyson salì sul ring contro Jake Paul, nel novembre del 2024, la sensazione fu quella di assistere non esattamente a un incontro di boxe ma a un prodotto Netflix travestito da incontro di boxe, cosa che sospettavamo già prima. Tyson aveva 58 anni, Paul 27, i round duravano due minuti, si usavano guantoni più pesanti da 14 once, Tyson tirò in tutto 97 pugni e ne mise a segno appena 18 (dico Tyson, contro quel pirlottone). Non ci voleva neppure l’esperto della BBC lo definì «borderline choreographed», quasi coreografato. Lo stesso Paul ammise dopo il match di aver rallentato perché non voleva fare male a Tyson (sul serio?).

Ora abbiamo assistito questi al cosiddetto primo combattimento tra un essere umano e un robot (diciamo a quello più ufficiale e spettacolare e mediatico). Il Corriere della Sera lo titola: “Il primo combattimento tra un robot e un essere umano: i calci dell’androide mandano al tappeto l’influencer”, spiegando sotto che “in un duello senza esclusione di colpi la macchina sembra avere la meglio” e nel filmato è esattamente quello che si vede: l’uomo tira pugni e calci, il robot li incassa senza cadere, poi comincia a reagire e spedisce più volte a terra il poveretto. Solo che, come spesso accade con i filmati virali, vale la pena di analizzare la faccenda.

Intanto il poveretto non è un poveretto qualsiasi, si chiama Frankie LaPenna e è un content creator (ops) e stunt performer americano (stunt, vi suggerisce qualcosa?), specializzato proprio in video spettacolari e virali (americano, non francese come lo definisce il Corriere, non che cambi qualcosa in merito). E dall’altra parte non c’è Skynet: c’è un EngineAI T800, un umanoide cinese alto circa 1,73 metri e pesante fra 75 e 85 chili, modificato esteticamente con tanto di testa scheletrica e occhi rossi perché assomigli il più possibile al Terminator e soprattutto, attenzione, il robot non sta combattendo da solo, è teleguidato da un essere umano.

Chi ha organizzato tutto questo? REK, acronimo di Robot Entertainment Kombat, una lega di San Francisco che organizza combattimenti full-contact tra robot umanoidi controllati da piloti umani anche attraverso sistemi di realtà virtuale e il suo slogan è piuttosto esplicito: «Real pilots, real punches». Piloti veri, pugni veri. Sul suo sito vende eventi, combattimenti privati e perfino un simulatore attraverso il quale ci si può qualificare per pilotare i robot negli incontri reali (sto andando a vedere come ci si iscrive perché mi sono un po’ rotto di Call of Duty dopo quindici anni). Per farvela breve: quello presentato come uomo contro macchina è, in senso stretto, un uomo contro un altro uomo che dispone di un corpo metallico telecomandato. Il software serve anche a mantenere equilibrio e stabilità, tuttavia non è un’intelligenza artificiale autonoma che ha deciso di prendere a calci LaPenna (potrebbe farlo, certo che sì, adesso o tra poco, in ogni caso stiamo parlando di altro).

Altro dettaglio: il modo in cui il video è stato prodotto e distribuito e è la parte più interessante. Un partecipante all’evento ha raccontato su X che agli spettatori non era consentito registrare, proprio perché LaPenna potesse pubblicare per primo il suo video virale senza fughe di immagini e REK ha ripubblicato quel messaggio sul proprio account. La stessa REK, dopo aver diffuso il primo spezzone, ha annunciato: «More fight footage coming soon». Altro materiale arriverà. Non abbiamo visto la registrazione integrale di un avvenimento: abbiamo davanti il materiale che gli organizzatori hanno deciso di farci vedere, nel momento in cui hanno deciso di farcelo vedere e tant’è che nel video virale il robot non cade mai, LaPenna sì, più volte al tappeto.

Il robot è mai caduto? Si è rialzato? Boh, il video integrale non è stato ancora pubblicato e non sappiamo neppure quali fossero esattamente le regole: quali parti del robot LaPenna potesse colpire, con quale forza, se fossero vietati attacchi alle articolazioni, ai sensori o alle zone più vulnerabili della macchina, per esempio. REK sostiene che il combattimento non fosse coreografato (ci fidiamo?), ma anche chi ha ricostruito l’evento con cautela osserva che, in assenza del filmato integrale, non è possibile verificarlo indipendentemente.

Questo non significa che LaPenna faccia finta di cadere, un oggetto metallico di ottanta chili dotato di attuatori molto potenti può tranquillamente scaraventare per terra un essere umano senza bisogno della collaborazione di quest’ultimo, sebbene si sia scelto un stunt.

E qui arriva il particolare più comico: dopo che milioni di persone hanno visto il filmato del Terminator apparentemente vittorioso, REK ha precisato rispondendo a un utente che LaPenna aveva continuato a combattere e alla fine aveva “defeated this robot”, sconfitto il robot. Quindi, stando agli stessi organizzatori, il risultato complessivo dell’incontro sarebbe esattamente il contrario di quello suggerito dal video diventato virale.

In sintesi, voglio dire: REK costruisce un umanoide chiamato T800, gli mette gli occhi rossi e una faccia da Terminator, sceglie uno specialista di video virali, organizza l’incontro dentro una gabbia, impedisce al pubblico di diffondere immagini proprie, controlla il primo filmato, seleziona la parte in cui l’essere umano vola per terra e il robot rimane impassibile, promette ulteriori episodi e lascia che la clip faccia il resto. Subito arrivano siti, streamer che ripetono tutto a pappagallo per fare views, giornali, telegiornali, mia moglie, mia suocera, Ballarani: «il primo combattimento uomo-robot», «la macchina sembra avere la meglio», «Terminator manda al tappeto l’uomo».

Tecnologicamente è possibile, intendiamoci, ci siamo arrivati, ci arriveremo, l’industria della robotica e quella dell’AI procedono velocissime, meno veloci, comunque, del nostro desiderio di sentirci dentro Terminator, anche a un costo di credere a un circo: non Terminator che sconfigge un essere umano, piuttosto un ufficio marketing umani che sconfigge tutti i media controllati da umani.

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