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Nuove frontiere

“Futuri in arrivo” con Mundys tra robot, IA e cybersecurity

Riparte il podcast “Fly to the Moon”, nove puntate registrate all’aeroporto di Fiumicino e condotte da Riccardo Luna sulle sfide che ci attendono

Idee Sopra Alessandro Benetton, presidente di Edizione e di Mundys In alto a destra l'Innovation Hub all'aeroporto di Fiumicino Qui a fianco il conduttore Riccardo Luna con Francesca Cavallo

Robot umanoidi, intelligenza artificiale, cybersecurity, salute mentale, scuola e lavoro. Sono alcuni dei temi della seconda stagione di Fly Me to the Moon Futuri in arrivo, il podcast ideato e promosso da Mundys e condotto da Riccardo Luna. Nove puntate, prodotte da MoST e registrate all’Innovation Hub dell’aeroporto di Fiumicino, società del Gruppo. «Il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva: è qualcosa che possiamo scegliere e contribuire a costruire - spiega Riccardo Luna - In questa seconda stagione abbiamo incontrato persone che stanno già lavorando su alcuni dei cambiamenti più profondi della nostra società. Dalla salute mentale ai robot umanoidi, dall’AI alla cybersecurity, sono storie diverse ma unite dalla stessa domanda: come vogliamo vivere nel futuro che stiamo costruendo?». Il punto di partenza è l’intelligenza artificiale, osservata però da angolazioni diverse. Andrea Pezzi la lega al tema della sovranità tecnologica europea: infrastrutture, capacità di calcolo e controllo dei dati diventano una questione industriale e strategica. Enrica Porcari, dal 2026 prima Chief Information Officer del CERN, insiste invece sulla condivisione della conoscenza e sulla necessità di non usare l’AI come sostituto del pensiero critico. La competizione tecnologica torna nella puntata con Daniele Pucci, fondatore di Gen Robotics. Dopo gli anni di ricerca all’Istituto Italiano di Tecnologia, Pucci lavora per portare i robot umanoidi fuori dai laboratori e dentro fabbriche, magazzini e, in prospettiva, strutture sanitarie. La questione riguarda anche l’Europa, stretta tra gli investimenti di Stati Uniti e Cina. Giorgio Metta, direttore scientifico dell’IIT, sposta lo sguardo più avanti. Robot, AI e medicina preventiva possono cambiare il lavoro e la vita quotidiana, ma pongono anche un problema di concentrazione del potere. Per Metta la risposta passa da ricerca, investimenti e capacità europea di costruire una propria traiettoria tecnologica.

Altri episodi guardano agli effetti sociali dell’innovazione. Silvia Wang, cofondatrice di Serenis, affronta l’uso dell’AI nella salute mentale e distingue la psicoeducazione dalla terapia, che richiede una relazione umana. Chiara Burberi parte dall’esperienza di Redooc per discutere che cosa debba insegnare la scuola quando gli studenti hanno accesso a strumenti capaci di fornire risposte immediate. Francesca Cavallo analizza invece il ruolo di social e algoritmi nella costruzione dell’identità dei ragazzi e nella diffusione di nuovi modelli di maschilità.

Con Gianni Cuozzo il tema è la cybersecurity. Il fondatore di Exein descrive il cyber come un terreno della guerra contemporanea e la dipendenza da tecnologie straniere come una vulnerabilità. Andrea Colamedici parte invece dal caso di Ipnocrazia, il libro attribuito a un filosofo cinese inesistente e costruito attraverso un processo di co-scrittura con l’AI, per discutere di post-realtà e del modo in cui gli algoritmi intervengono nella percezione del mondo. Le nove puntate durano tra 30 e 50 minuti e sono disponibili sulle principali piattaforme e sui canali digitali. La scelta di registrarle a Fiumicino lega il podcast a un luogo dove alcune delle tecnologie discusse vengono già sperimentate. L’Innovation Hub di Aeroporti di Roma - società del Gruppo Mundys - aperto nel 2022, ospita startup che lavorano su AI, automazione, robotica e gestione dei flussi. È il punto di contatto più concreto tra i temi delle conversazioni e la trasformazione delle infrastrutture di mobilità.