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Nuove frontiere

I robot umanoidi conquistano la Borsa cinese

Unitree guadagna il 629% al debutto a Shanghai: gli androidi più veloci di Bolt

Visitors watch a humanoid robot perform during the World Robot Conference at the Beiren Yichuang International Convention and Exhibition Centre in Beijing, Wednesday, Aug. 19, 2026. (AP Photo/Andy Wong)

I robot umanoidi cinesi debuttano in Borsa e fanno il botto. Nel suo primo giorno di quotazione a Shanghai il titolo Unitree, uno dei maggiori produttori di robotica della Cina, è balzato in avanti del 629%, prima di chiudere con un poderoso +460% a 845 yuan rispetto al prezzo iniziale di 150,80 yuan. Numeri che dimostrano l’ottimismo degli investitori per queste tecnologie avanzate.

Ma chi è questa azienda? Fondata nel 2016, ha catturato l’attenzione mondiale con i suoi androidi capaci di ballare e combattere kung-fu. La sua notorietà è stata attestata l’anno scorso, quando i suoi robot hanno calcato il palcoscenico più importante della Cina, il gala annuale del Capodanno lunare, con eleganti coreografie di danza. Solo qualche giorno fa, invece, Unitree ha presentato un nuovo umanoide soprannominato «Superman», in grado di saltare fino a due metri di altezza e correre a una velocità di 12,66 metri al secondo, meglio di Usain Bolt.

Dopo aver raccolto così l’attenzione, l’azienda si è presentata al mercato, raccogliendo 6,1 miliardi di yuan, vale a dire la bellezza di 904 milioni di dollari, nella sua offerta pubblica iniziale, che ha registrato tra gli investitori una domanda superiore di oltre 8mila volte l’offerta, un record per il listino Star di Shanghai, considerato la versione cinese del Nasdaq di Wall Street. Le risorse così rastrellate verranno impiegate nella ricerca e nello sviluppo di nuovi robot avanzati, oltre che nell’ampliamento della base produttiva. Il suo obiettivo è infatti portare questi androidi, finora utilizzati soprattutto per ricerca, test e dimostrazioni, all’impiego concreto nelle fabbriche su larga scala. La sfida è tutt’altro che semplice, ma Pechino sta investendo molto su questa tecnologia, considerandola la prossima innovazione rivoluzionaria.

La strada è dunque tracciata e per il momento il Dragone va avanti spedito. Secondo i dati raccolti dalla società di ricerca e consulenza Omdia, dei circa 15mila androidi venduti l’anno scorso a livello globale, oltre 10mila sono arrivati da produttori cinesi, superando di gran lunga le controparti statunitensi. E per l’anno in corso, le stime indicano che la Cina avrebbe già venduto circa 18.500 robot. Acquisire una posizione di leadership in questo settore in rapida espansione potrebbe rafforzare la sua posizione nella competizione con gli States nel campo dell’IA e delle tecnologie.

Tutto già scritto quindi? Non è detto. Unitree non è certo l’unica realtà impegnata nella corsa all’innovazione robotica, anzi, deve fare i conti con i connazionali Agibot e Ubtech e con decine di altre aziende estere che stanno investendo nel comparto. «Per il momento la maggior parte delle vendite di Unitree è stata destinata a istituti di ricerca e università piuttosto che a grandi utenti commerciali, e le recenti restrizioni statunitensi che vietano l’importazione di robot umanoidi di fabbricazione estera potrebbero limitare l’accesso a un importante mercato estero», hanno avvertito gli analisti di Banca Akros. In effetti il 13% del fatturato del 2025 è arrivato dagli Usa. In questa corsa, non c’è da dimenticare, ricordano da Akros, il nome dell’italo-francese Stmicroelectronics, esposta al settore con una serie di prodotti adatti a supportare applicazioni robotiche.

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