“Qual è il prezzo medio delle lavatrici citato dall’intervistato?”. L’ho chiesto a un’intelligenza artificiale a distanza di qualche giorno dall’intervista di un’ora durante la fiera della tecnologia a Berlino.
Il contesto era quello di IFA e dei giorni successivi a una delle fiere più dense di novità e di appuntamenti, ed è importante citarlo perché fa comprendere come, in poche giornate, la mole di informazioni che passano per la testa di un giornalista tecnologica possa mettere in crisi anche una memoria di ferro…e la mia certamente non lo è.

Eppure, grazie ad una sorta di potenziamento “bionico” reso possibile da un oggettino minuscolo, la risposta è arrivata in una manciata di secondi. Non ho ascoltato la registrazione dell’audio e non perso tempo a fare (prima) e cercare (poi) nella trascrizione.
A registrare, trascrivere e catalogare ci ha pensato SwitchBot AI MindClip, un registratore poco più grande di una moneta che ho tenuto agganciato alla giacca per tre giorni di fiera. Non è l’unico e non è certamente il primo, negli ultimi tempi ne sono nati tanti e di ogni forma, ma questo è forse il più interessante proprio per la sua forma: a vederlo da fuori sembra un piccolo bottone ed è così leggero che praticamente è sempre a portata.
Cos’è SwitchBot AI MindClip
Presentata proprio a IFA 2026, SwitchBot AI MindClip è una clip che pesa meno di 17 grammi e si aggancia al colletto, al taschino o alla giacca. La parte “nascosta” è quella con la batteria e il connettore USB-C, quella esposta ha i microfoni e il tasto per avviare la registrazione.
All’interno ci sono 64 GB di memoria e una batteria che promette venti ore di registrazione continua, mentre i microfoni captano il suono fino a tre metri di distanza. Una piccola spia luminosa, infine, segnala quando registra.
Come va? La prova sul campo
Sbobinare a mano le interviste è uno dei compiti meno piacevoli per chi fa questa professione, ed è qui che l’intelligenza artificiale lavora con il giornalista e non contro di lui come invece capita sempre di più con il proliferare di articoli fatti esclusivamente dall’IA.
Con MindClip il lavoro noioso e “basso” è stato fatto da una macchina: dopo pochi minuti avevo la trascrizione divisa per interlocutore pronta per la consultazione di fino, ma la cosa più interessante è stata la creazione di una sintesi della posizione dell’intervistato sui vari temi e sulle varie domande. E, comodissimo, un elenco di citazioni pronte da usare.
A quel punto inizia il vero lavoro, quello più “alto” e specializzato. Ho iniziato a mettere insieme il pezzo scrivendolo a mano, aiutandomi però con la funzione Ask AI che permette di fare domande sull’intera registrazione come si farebbe con un collega che ha preso appunti al posto nostro. Quando avevo un dubbio o non ricordavo qualche numero o dato, bastava fare la domanda all’IA.
Ovviamente la clip di SwitchBot non è utile solo per chi fa questo lavoro, ma diventa interessante anche in altri ambiti e professioni. Chi deve subire tante riunioni, ad esempio, la può usare per trasformarla in un assistente personale che ricorda e sintetizza.
Lo stesso vale per chi ha diverse interazioni umane con un alto ritmo nel corso della giornata, ad esempio un commerciale: in questo caso la clip fa da vera e propria memoria così che, finite le chiamate o gli incontri, si può attingere agli appunti presi dall’IA.
Per chi usa la clip in ufficio c’è anche la sincronizzazione delle attività con Google Calendar, Apple Calendar e con i promemoria, utile quando una riunione ha come risultato la divisione di una serie di compiti da fare o degli appuntamenti con scadenze.
IA e informazione, cosa dice l’IA Act europeo
Dal 2 agosto sono entrati in vigore gli obblighi di trasparenza dell’AI Act europeo. Chi pubblica testi generati dall’IA per informare il pubblico deve dichiararlo, e questo significa che vale anche per altre categorie e non solo per la stampa, a meno che il testo sia passato da una revisione umana e qualcuno se ne assuma la responsabilità editoriale (leggasi, una firma reale.
La legge italiana sull’intelligenza artificiale va nella stessa direzione per le professioni intellettuali dove l’IA può svolgere attività di supporto e il lavoro umano deve restare prevalente.
Insomma, le normative puntano a tutelare il valore aggiunto degli esseri umani in un mondo fatto da software e robot, ma per chi si preoccupa va detto che la mia esperienza ha confermato che l’esperienza di un redattore o di un giornalista contano ancora.
MindClip mi ha restituito sì trascrizione e riassunto, ma in quel documento, fatto di domande meno importanti o attinenti e di conversazioni sparse, il lavoro del giornalista è dare un ordine, una priorità e una traccia definita, oltre al controllo delle informazioni.
Nessuna di quella risposta era la notizia, o potenzialmente tutte lo erano: dipende dalla testata, dal pubblico, dal momento in cui si pubblica il pezzo e dal contesto. Scegliere significa dare un valore aggiunto e farlo significa potenziare un contenuto banale con la propria esperienza accumulata negli anni. Senza dimenticare che, nelle interviste, il bravo giornalista sa dare un peso al detto e, probabilmente, un peso ancora maggiore al “non detto”, ai silenzi, al tono e alle pause, cosa che difficilmente l’IA è in grado di percepire.
Prezzo e disponibilità
SwitchBot AI MindClip costa 119,99 euro sullo store ufficiale su Amazon. Se la valutiamo “a peso”, considerando quanto è leggera, è un prezzo altissimo. Ma dopo averla usata attivamente, posso confermare che la cifra è più che congrua per chi la integra nel suo lavoro perché restituisce un bene prezioso, il tempo. E non solo per i giornalisti…