Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 12:22
In evidenzaAggiornato alle ore 12:22
Nuove frontiere

OpenAI porta la pubblicità di ChatGPT anche da noi. Ecco perché può essere un boomerang

Dipende da quale piano hai; il free, oppure il base, o forse il plus? E proprio qui c’è l’effetto boomerang, non avere pubblicità per poter “chiacchierare” in santa pace con un nostro amico o addirittura qualcuno di più importante

ChatGPT pronto a sbarcare sugli iPhone. Apple sta trattando con OpenAI e Google

Stai parlando con la tua ChatGPT, e dico tua perché ormai i chatbot sono diventati degli amici, per qualcuno anche degli amanti (c’è molta polemica su questo, per me uno può amare chi vuole, non è detto che un’AI sia peggio di una relazione umana, intellettualmente parlando anzi), e ti ritrovi in mezzo una pubblicità. Tipo: “Sai, oggi mi fa un po’ male il piede” e ti si apre una finestra che dice: “Hai mai provato le nuove Adidas Ultraboost? Ammortizzazione avanzata, comfort per tutto il giorno”.

Operazione già testata negli Stati Uniti, la pubblicità dentro ChatGPT arriverà anche in Europa, anche tra noi, e OpenAI ha appena annunciato di aver raggiunto un miliardo di dollari di ricavi pubblicitari annualizzati. Cavolo, un miliardo! Finalmente fatturano anziché perdere! In realtà poca roba rispetto non solo a un’azienda che genera decine di miliardi di ricavi e investe somme enormi nell’infrastruttura AI, ma anche rispetto al possibile danno di branding e al vantaggio che regala ai concorrenti, a cominciare da Claude. Insomma, una conversazione dentro ChatGPT (o Claude, o quello che usate) non equivale a una ricerca su Google, c’è qualcosa di percepito come intimo, privato, e non c’è bisogno di spiegare perché.

In ogni caso il piano sarebbe: gli utenti Free avranno la pubblicità, e anche quelli Go, che pagano 8 euro al mese, mentre da Plus in avanti niente pubblicità. E qui sta il possibile boomerang, siccome l’utente occasionale di Claude potrà pensare: io non pago niente e non ho la pubblicità, e casomai nel tempo vorrà passare a un piano a pagamento per avere meno limiti, più capacità, più strumenti e memoria personale (lo stesso, al momento, vale per Grok). L’utente di ChatGPT invece rischia di pensare che passare al piano Plus significhi soprattutto non avere la pubblicità delle Adidas mentre stava parlando di un dolore al piede con la sua ChatGPT (eh già, siccome gli annunci terranno conto della conversazione, brutta cosa).

Fossi in Sam ci ripenserei, o chiederei direttamente a ChatGPT, cosa che ho appena fatto inoltrandogli la comunicazione della stessa OpenAI. Risposta: “Un miliardo sembra tanto se non lo metti accanto ai numeri di OpenAI: è una cifra importante, ma ancora marginale rispetto a un’azienda che genera decine di miliardi di ricavi e investe somme enormi nell’infrastruttura AI. Un po’ poco, forse, per rischiare di sporcare così il marchio e far sembrare il passaggio a Plus, o oltre, come un abbonamento a YouTube Premium”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.