Autostrada del Brennero prosegue il proprio percorso verso la mobilità del futuro, investendo in digitalizzazione, sicurezza e innovazione tecnologica. Tra i progetti più recenti spicca 5GBEAM (Developing 5G Infrastructure along the Brenner corridor for a European Automated Mobility), iniziativa europea guidata dalla società insieme a partner di primo piano del settore delle telecomunicazioni come Tim, Inwit, Optimus Tower Austria GmbH, Most (Centro nazionale per la mobilità sostenibile) e l'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Grazie al sostegno delle Province autonome di Trento e Bolzano, il progetto è stato presentato nell'ambito del bando CEF-DIG-2024-5GLSP con l'obiettivo di sviluppare la copertura 5G lungo il corridoio del Brennero. La tecnologia, caratterizzata da una latenza estremamente ridotta, rappresenta un elemento chiave per l'evoluzione della guida connessa e autonoma.
«Il progetto 5GBEAM si pone come motore per la trasformazione digitale ed ecologica dell'economia europea lungo i corridoi transfrontalieri osserva Diego Cattoni, amministratore delegato di Autostrada del Brennero - In questo scenario l'A22 occupa una posizione strategica, lungo il corridoio Scandinavo Mediterraneo che collega il Nord con il Sud Europa. L'obiettivo principale del progetto è collegare strade intelligenti e veicoli intelligenti per generare benefici immediati per la comunità, dalla riduzione dell'incidentalità alla garanzia di efficienza di un'arteria che è stata e continua a essere laboratorio di innovazione a livello internazionale».
La trasformazione dell'A22 in una vera smart road è il risultato di un percorso avviato da anni attraverso numerose iniziative di ricerca e sperimentazione a livello europeo. Dai progetti C-Roads, 5G-Carmen e Verkko sono nate soluzioni che dimostrano la fattibilità dello scambio di informazioni in tempo reale tra infrastruttura e veicoli. I sistemi sviluppati permettono, ad esempio, di segnalare ai mezzi in transito la presenza di incidenti, cantieri, condizioni meteorologiche critiche o la disponibilità dei parcheggi, oltre a monitorare da remoto l'attività dei mezzi impegnati nella manutenzione invernale.
Tra le sperimentazioni più significative rientra il progetto dedicato al Truck platooning, che ha permesso di testare convogli di mezzi pesanti collegati digitalmente tra loro. «Abbiamo condotto spiega sempre Cattoni- 300mila chilometri di sperimentazione su strada di convogli di tir dove, guidato dall'uomo, c'è solo il primo, gli altri seguono. Le prospettive sono davvero esaltanti. Immaginiamo di poter gestire tutti i veicoli come migliaia di vagoni di un unico treno in continua evoluzione. Significa in primis abbattere l'incidentalità e poter davvero puntare all'incidentalità zero. Poi significa temi di percorrenza molto più rapidi e, soprattutto, certezza dell'ora di arrivo. Infine, ma non per importanza, avere bisogno di meno suolo a parità di volumi di traffico».
L'evoluzione della mobilità intelligente passa necessariamente attraverso una crescente integrazione tra veicoli e infrastrutture. Sebbene le automobili di ultima generazione dispongano già di tecnologie avanzate, la piena affermazione della guida autonoma richiede una rete stradale in grado di comunicare costantemente con i mezzi che la percorrono.
«L'evoluzione della guida autonoma avrà dei limiti importanti finché non avverrà una connessione con la strada. Solo il gestore stradale può connettere insieme tutti i veicoli che percorrono l'infrastruttura ottenendo un balzo in avanti in termini di sicurezza e velocità. Noi abbiamo già istallato oltre 68 Road Side Unit (RSU) per connetterci a corto raggio, ma avendo deciso di puntare su una comunicazione ibrida, sfruttiamo anche la rete 5G. È un primo ma fondamentale passo per connettere non solo i veicoli tra di loro, ma i veicoli all'infrastruttura».
Parallelamente, Autobrennero continua a investire in tecnologia e innovazione anche sul fronte della manutenzione e della gestione della mobilità. Una flotta di droni viene infatti impiegata per le ispezioni di ponti, viadotti e versanti, mentre nuove reti di sensori supportate dall'intelligenza artificiale consentono di effettuare analisi predittive sullo stato delle infrastrutture, migliorando la capacità di prevenire criticità e programmare gli interventi.
La sicurezza della rete può inoltre contare su una struttura operativa attiva senza interruzioni, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Il Centro Assistenza Utenza, connesso a 241 telecamere, 429 colonnine SOS e 26 centraline meteo, lavora in coordinamento costante con il Centro Operativo Autostradale della Polizia Stradale, mentre gli ausiliari della viabilità garantiscono tempi di intervento particolarmente rapidi, raggiungendo spesso il luogo degli incidenti in circa sette minuti.
Questi investimenti contribuiscono a risultati concreti anche sul fronte della sicurezza stradale. Nel 2025 l'A22 ha registrato il più basso tasso di incidentalità della propria storia, attestandosi a 14,54 punti, un valore nettamente inferiore rispetto alla media nazionale che nel 2024 era pari a 27,03 punti. «Questi dati è la riflessione di Cattoni - sono il risultato concreto di un impegno a 360 gradi che va dalle manutenzioni programmate e costanti alle attività formative, dalla scelta dei materiali più performanti fino ad una gestione della mobilità fondata su continue innovazioni tecnologiche».
Il risultato non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una tendenza consolidata che prosegue da oltre vent'anni. Dopo la forte riduzione registrata a cavallo del nuovo millennio, il miglioramento è proseguito in modo più graduale, confrontandosi con quello che oggi costituisce il principale fattore di rischio: il comportamento umano. «Oggi il 93% degli incidenti stradali continua è ascrivibile al fattore umano. Ogni anno in Italia muoiono sulle strade circa 3mila persone: come se un paese di queste dimensioni ogni anno scomparisse della cartina geografica del nostro Paese. Sono numeri inaccettabili.
Uno degli strumenti su cui, come concessionaria autostradale, possiamo lavorare per contrastare questo fenomeno è proprio la digitalizzazione dell'arteria. Per questo come Autostrada del Brennero abbiamo deciso di investirvi con convinzione».
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