Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:08
Nuove frontiere

“Usa e alleati con Meta per l’IA open source”

Mark Zuckerberg lancia l’intelligenza artificiale aperta a tutti e annuncia dei nuovi modelli di sviluppo con un fondo da 1 miliardi di dollari per le comunità dei data center. Una sfida alla Cina, ma anche ad Anthropic e OpenAI “per dare potere alle persone”

Meta non firma il codice Ue sull'Ia: "Troppe incertezze giuridiche"

Un annuncio a sorpresa, ovviamente via social, e una sfida a chi vuole fare dell’intelligenza artificiale un affare privato. Mark Zuckerberg torna a intervenire pubblicamente sul futuro dell’IA con un lungo saggio dal titolo “The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future”. Nel testo il fondatore e Ceo di Meta delinea una nuova strategia aziendale basata su due pilastri: l’apertura dei modelli di intelligenza artificiale open source e un piano di investimenti diretto alle comunità che ospitano i data center dell’azienda. Lanciando anche un appello agli Stati Uniti e agli alleati perché lavorino per uno sviluppo aperto e benefico.

I due nuovi modelli “open-weight”

Meta ha annunciato il rilascio di Muse Glimmer, un nuovo modello con pesi aperti (open-weight) che permette agli utenti di scaricare i valori numerici che ne determinano il comportamento. Nelle prossime settimane arriverà anche una versione open-weight del modello più avanzato dell’azienda, Muse Spark 1.2, e questa è una mossa significativa sulla strada di sviluppare l’IA avanzata in modo aperto invece di mantenerla riservata all’interno dei singoli laboratori. Zuckerberg punta così a valorizzare un terreno – quello dell’open source – che finora è stato soprattutto punto di forza dei concorrenti cinesi.

Un ecosistema Usa-alleati

Nel suo intervento il numero uno di Meta ha sostenuto come sia importante che gli Stati Uniti e i loro alleati mantengano la guida dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale open source, destinato secondo lui a rappresentare una quota rilevante dell’utilizzo globale dell’AI. L’apertura dei modelli è insomma una forza positiva perché dà potere alle persone e contrasta la centralizzazione, considerata dannosa sia per la sicurezza sia per l’economia.

Zuckerberg ha definito la superintelligenza una delle tecnologie potenzialmente più importanti della storia, capace di generare opportunità e sfide superiori a qualsiasi altra innovazione vista finora, invitando quindi ad affrontare il tema con grande serietà. La sua ricetta per un futuro “positivo” passa da un equilibrio di potere che favorisca gli individui piuttosto che le grandi istituzioni, distribuendo il più possibile l’accesso alle tecnologie avanzate.

Nel saggio si mette anche in guardia contro gli scenari peggiori legati allo sviluppo di un’IA molto potente – dal totalitarismo alla disoccupazione di massa, fino al rischio di una mente artificiale fuori controllo – sostenendo che un approccio basato sulla distribuzione ampia dei modelli e sulla libertà dell’utente finale di orientarne i valori sia quello meno esposto a queste conseguenze. Meta - ha scritto Zuck - vuole dare potere alle persone, e se questa impostazione prevarrà l’equilibrio di potere finirà per favorire gli individui.

Il fondo da 1 miliardo di dollari

Oltre alla filosofia open source, Zuckerberg ha annunciato la creazione di un fondo per investire nelle comunità locali che ospitano i data center di Meta, con una dotazione di circa 1 miliardo di dollari. Non è stata ancora chiarita la modalità con cui questi fondi verranno erogati, ma viene citato l’esempio della parrocchia di Richland, in Louisiana. Dove l’aumento del gettito legato all’imposta sulle vendite generato dall’attività economica intorno al campus Hyperion ha permesso di riconoscere un bonus di 50.000 dollari agli insegnanti locali.

L’iniziativa arriva in un momento di crescente contestazione pubblica verso l’espansione dei data center negli Stati Uniti: nelle scorse settimane lo Stato di New York ha introdotto una moratoria di un anno sulla costruzione di nuove strutture di questo tipo.

La sfida con Cina, Anthropic e OpenAI

Come detto la mossa di Meta è anche una sfida alla Cina, ma pure ai rivali di Anthropic e OpeAI: nel suo intervento Zuckerberg ha indicato la difficoltà di costruire infrastrutture sul territorio nazionale come uno degli svantaggi degli Stati Uniti nella competizione con il Dragone per lo sviluppo di sistemi informatici superintelligenti. Sostenendo la necessità di accordi comunitari che favoriscano uno sviluppo sostenibile dei data center in tutto il Paese.

Meta prevede di investire fino a 145 miliardi di dollari nel 2026, soprattutto in nuovi data center, con l’obiettivo di arrivare a 600 miliardi di dollari complessivi entro il 2028. Un piano di spesa imponente che riflette anche la posizione di rincorsa dell’azienda: al momento è considerata indietro rispetto a Anthropic e OpenAI nella corsa ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati.

Riguardi alle proposte di policy, si parla infine di una collaborazione tra governo federale e aziende per testare la sicurezza dei nuovi modelli e un appello affinché gli sviluppatori possano riutilizzare e modificare liberamente i modelli altrui. Il Ceo ha anche annunciato che il consiglio di amministrazione di Meta avrà un ruolo più diretto nella definizione dei criteri di sicurezza che i futuri modelli dell’azienda dovranno rispettare.

La pressione degli investitori

Il nuovo posizionamento arriva mentre cresce l’impazienza degli investitori nei confronti della strategia AI di Meta, che chiedono ritorni più consistenti in tempi più rapidi a fronte degli enormi investimenti in infrastrutture. Zuckerberg ha di recente accennato alla possibilità di lanciare un’attività di cloud computing per monetizzare direttamente questi investimenti, ma la scarsità di dettagli forniti durante la conference call sui risultati finanziari di luglio aveva contribuito a un calo del titolo in Borsa.

L’annuncio sull’IA open source è dunque anche una risposta sul futuro dell’azienda, che dopo aver investito miliardi di dollari sul metaverso ha virato sull’intelligenza artificiale, presentando ora un modello più trasparente e, probabilmente, più logico. E che (si spera) punti sulla prosperità non solo delle BigTech ma anche delle persone.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.