Pagamenti digitali già oltre quota 46 miliardi E ci sarà un altro +18%

Manfredi Villani

Il mercato dei pagamenti digitali ha registrato una crescita impetuosa grazie all'introduzione di nuove tecnologie in grado di creare «convergenza» tra strumenti diversi e un unico device. Le soluzioni più avanzate come il mobile payment e il contactless payment superano i 46 miliardi di euro in pagamenti, il 21% del totale dei pagamenti digitali con carta, secondo l'Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano. Un'analisi di ReportLinker prevede, inoltre, che il mercato dei pagamenti digitali crescerà ad un tasso medio annuo di crescita del 18% tra il 2018-23, con un giro d'affari che dovrebbe raggiungere gli 87 miliardi di dollari entro il 2023.

All'interno di questo scenario una particolare rilevanza ha assunto il fenomeno degli e-wallet: nel 2016 i cosiddetti «portafogli elettronici», spiega il World Payments Report di Capgemini, rappresentavano l'8,6% delle transazioni non in contanti (un volume di 41,8 miliardi), il 71% dei quali è stato favorito dalle BigTech (Google, Apple, Amazon, Samsung), il cui core business non è quello di offrire servizi finanziari ma che hanno intuito che questa proposta può migliorare la cosiddetta customer experience, cioè il livello di soddisfazione che, se elevato, può spingere verso l'acquisto di altri servizi.

Ecco perché, sottolinea la ricerca, il 40% circa dei dirigenti del comparto finanziario ritiene ormai necessaria la creazione di un ecosistema digitale al fine di preservare la leadership degli operatori tradizionali. Tutta «colpa» della Psd2, la direttiva europea sui servizi di pagamento in vigore dallo scorso gennaio, che mette il cliente al centro e introduce il modello dell'Open Banking, un nuovo «mondo» nel quale i rapporti di forza sono rovesciati e vince proprio chi ottiene la migliore customer experience, un terreno sul quale giganti come Facebook, Apple e Google giocano in casa.

Lo scenario deve anche tenere conto delle giovani generazioni: un'indagine sui Millennials di Tns ha evidenziato che i ragazzi sono molto più propensi a utilizzare servizi finanziari o sistemi di pagamento digitale da brand che conoscono e di cui si fidano. Il perché sta ancora una volta nella customer experience: i giovani si legano molto più facilmente a brand nei quali si riconoscono dove il binomio innovazione tecnologica e semplicità d'uso fanno la differenza. Insomma, avere un «nome» che sia garanzia di qualità e proporre soluzioni semplici è la carta vincente.

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