Il patrocinio gratuito per le vittime sul lavoro e per le loro famiglie è stato approvato alla Camera all’unanimità, accompagnato da una standing ovation.
“È una misura di giustizia e di tutela che rafforza il sostegno a chi vive un grande dolore come quello della perdita di un familiare per un incidente sul lavoro”, ha commentato Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Una norma che è “in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso”, finanziato con risorse del Ministero. Anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha espresso la sua soddisfazione perché si tratta di “un fatto davvero importante e un bel segnale che la politica, per una volta unita, manda al Paese”. Un risultato ottenuto “grazie al lavoro e all’impegno senza risparmio della commissione per la sicurezza sul lavoro e della sua presidente Chiara Gribaudo, lavoro che ha portato tutte le forze politiche a convergere sulla sua proposta”. Per la segretaria del Pd si tratta di “un passo che rimette al centro la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici e sancisce che il diritto a chiedere giustizia non può dipendere dalla propria capacità economica. Ora lavoriamo affinché in tempi rapidi diventi legge dello Stato”.
Grande soddisfazione arriva anche da Fratelli d’Italia. “Con l’approvazione del provvedimento che garantisce il patrocinio a spese dello Stato per i processi derivanti da infortuni mortali sul lavoro diamo una risposta concreta e doverosa alle famiglie delle vittime”, ha dichiarato la deputata Carolina Varchi, capogruppo del partito in commissione Giustizia alla Camera. “Superando i limiti di reddito ordinariamente previsti per accedere al beneficio in analogia a quanto già avviene per altri gravi reati, come quelli contro la sfera sessuale, assicuriamo a tutti i superstiti il diritto a essere pienamente tutelati in sede giudiziaria”, ha aggiunto Varchi, sottolineando la “proficua collaborazione tra maggioranza e opposizione, nata in seno alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle Condizioni di lavoro, alla cui presidente, Chiara Gribaudo, va riconosciuto il buon operato nella conduzione dei lavori, e - aggiunge - tradottasi in una proposta di legge sottoscritta da tutti i gruppi, a partire per Fratelli d’Italia dal collega Marcello Coppo, e seguita con grande attenzione in commissione Giustizia”. Varchi, poi, ha concluso: “Un ringraziamento particolare va al governo Meloni e ai ministri Carlo Nordio e Marina Calderone, il cui intervento è stato decisivo per il buon esito dell’iniziativa parlamentare grazie al reperimento delle coperture finanziarie, pari in questa prima fase a quasi 3 milioni di euro, con l’impegno a incrementare ulteriormente le risorse in futuro”. Gribaudo, dal canto suo, ha detto: “Oggi diamo dignità ed esigibilità all’articolo 24 della Costituzione. Non può accadere che in questo Paese, dove tre persone al giorno muoiono a causa del lavoro, i familiari delle vittime debbano affrontare un percorso costoso e molto lungo per chiedere e ottenere giustizia”. La deputata ha auspicato un rapido passaggio al Senato e un ampliamento delle tutele, affinché il sostegno riguardi anche chi riporta invalidità permanenti e gravi conseguenze. “Oggi naturalmente diamo una prima risposta a chi muore sul lavoro, ma vogliamo che ci sia un’attenzione più ampia anche rispetto a chi è invalido al 100% e ha problematiche gravi che deve portarsi tutta la vita appresso”, ha spiegato.
Gribaudo ha inoltre riferito che il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che si sarebbe detto disponibile a un percorso comune per ampliare la platea dei beneficiari: “Abbiamo fatto di tutto perché questo provvedimento, che nasce in Parlamento, venisse votato in Parlamento e non fosse l’ennesimo emendamento di qualche decreto legge, perché era importante dare dignità e rispetto anche a questo nuovo diritto introdotto nell’ordinamento giuridico”.
