Permessi agli immigrati, l'Ue contro l'Italia Maroni: "Che senso ha restare in Europa?"

L'Europa lascia sola l'Italia: "Avete dato i permessi, ma non possiamo dirvi cosa fare". Maroni furioso: "L'Ue si attiva solo per le banche e le guerre. Se è così, meglio soli che male accompagnati". Critiche dalla Germania, mentre la Francia rinforza i controlli SONDAGGIO: Esagerato pensare di uscire dall'Ue?

Permessi agli immigrati, l'Ue contro l'Italia 
Maroni: "Che senso ha restare in Europa?"
Lussemburgo - Nulla di fatto: l'Europa conferma la linea tenuta negli scorsi giorni e non attiva la direttiva 55 del 2001 sulla protezione temporanea per i profughi dai paesi del Nord Africa. La proposta italiana di attivarla per far fronte all’emergenza immigrazione è stata respinta dal Consiglio Ue, in riunione in Lussemburgo. Furioso il ministro degli Interni, Roberto Maroni: "L’Italia è lasciata sola a fare. Mi chiedo se davvero abbia un senso continuare a far parte dell’Unione Europea". Ma la Commissaria Ue agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, frena: "L’Italia è un patrimonio per l’Europa, nessuno vuole che esce dall'Eurogruppo". Il vertice dei ministri degli interni della Ue sull’emergenza immigrazione si conclude quindi in un clima di tensione crescente tra l’Italia e i partner europei. Soprattutto con Germania e Francia, ma anche con Austria, Slovacchia, Polonia, particolarmente dure contro la decisione di Roma di dare permessi provvisori agli immigrati provenienti dalla Tunisia. Solo Malta sta con Roma.

L'Europa non interviene La Commissaria per gli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, poco prima ha detto: "La maggioranza dei paesi ritiene che la direttiva può essere utilizzata ma che non siamo ancora al punto di farlo". Condizione necessaria è infatti che ci sia una fortissima pressione di migranti da paesi in conflitto: "non ci troviamo ancora in una situazione tale da far scattare il meccanismo" - ha ribadito. La Commissaria ha anche detto che l'Europa ha già fatto abbastanza per l'emergenza e che non spetta alla Commissione europea il compito di dare consigli all’Italia su come gestire il flusso di immigrati dalla Tunisia: "Abbiamo dato assistenza, messo a disposizione stanziamenti e la missione Frontex - ha ricordato - e inoltre ci sono i fondi strutturali che possono essere utilizzati a Lampedusa. Siamo in contatto continuo con le autorità italiane. Hanno deciso di concedere permessi di soggiorno temporanei, hanno tutti i diritti e i titoli per farlo". Ma perchè tali permessi siano validi per circolare nello spazio Schengen, "devono rispettare i criteri previsti dall’Unione europea", ha precisato la Malmstrom, aggiungendo che "a discussione di oggi non si può considerare un test per Schengen, ma piuttosto un test per la solidarietà europea, questo sì, in termini concreti e non solo a parole. Schengen è una bellissima invenzione dell’Unione europea e noi la difendiamo: ma le attuali sono circostanze straordinarie e la situazione nei paesi del sud del Mediterraneo è drammatica".

Berlusconi in contatto con Maroni E' da questa mattina che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al di là degli impegni al tribunale di Milano, è in contatto con Bruxelles per valutare le posizioni prese dall’Unione europea sull’emergenza immigrazione in Italia. Il premier, a chi l’ha sentito, ha sottolineato nel corso della giornata più volte il suo disappunto per l’atteggiamento dell’Unione europea: stanno facendo saltare l’Europa, ha argomentato il Cavaliere secondo quanto viene riferito. Devono capire che si tratta - avrebbe spiegato il premier - che è un problema europeo e che noi siamo disposti a tutto per far sentire la nostra voce. Berlusconi non ha nascosto che far ricorso a certi toni non consente di avvicinare la soluzione del problema immigrazione. Anche perché, ha ribadito il capo del governo, la permanenza dell’Italia nell’Ue non è in discussione.

Telefonata tra il Cav e Barroso In serata Berlusconi ha, poi, parlato al telefono con il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. Nel corso del colloquio, lungo e molto cordiale - si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi - i due presidenti hanno ribadito il punto di vista comune sulla necessità di un approccio europeo all’emergenza migratoria. Berlusconi ha ringraziato Barroso per il suo impegno personale e per quello della Commissione europea per una soluzione condivisa del problema. Ciò anche, e soprattutto, in vista del viaggio che Barroso effettuerà domani in Tunisia, nel corso del quale, come ha assicurato al Cavaliere, appoggerà la linea italiana nei confronti delle autorità tunisine.

La delusione di Maroni e Frattini In quello che Maroni definisce un incontro deludente è stato approvato "un documento con la mia astensione, che non contiene nessuna misura concreta di solidarietà". Il ministro è uscito dal vertice deluso: "L'Italia durante la crisi economica è stata solidale con la Grecia, il Portogallo e l’Irlanda. Di fronte a questa crisi sociale e geo-politica la risposta alla richiesta italiana è chè dobbiamo fare da soli". Per il ministro l’Unione europea è "un’istituzione che si attiva subito solo per salvare banche e per dichiarare guerre, ma quando si tratta di esprimere solidarietà concretamente a un paese come l’Italia, si nasconde" A Maroni fa eco, il ministro Frattini: "Volevamo porre all’Europa il tema dell’immigrazione come un tema globale da affrontare insieme. È mancata la politica, l’Ue non è riuscita a parlare con una voce sola. L’Europa resti con il suo egoismo, noi troveremo altre soluzioni".

Calderoli vuole il blocco delle navi Dopo "l’egoistica e anticomunitaria posizione assunta dall’Europa", per il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli diventa "obbligatorio e urgente predisporre un blocco navale assoluto a difesa delle nostre acque e dei nostri confini". A tale scopo, il ministro leghista aveva lanciato la proposta di ritirare l truppe attualmente impegnate in Libano. "Qroposta diventa un atto obbligatorio", osserva Calderoli accogliendo con soddisfazione la disponibilità del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ad una prossima riduzione dei nostri contingenti militari impegnati nelle missioni di pace in Kosovo e in Libano. "Adesso dalle parole occorre passare ai fatti - conclude il ministro - visto che le spese per le missioni internazionali militari non hanno fatto altro che salire".

La Malmstrom cerca di ricucire L’Italia non è stata "lasciata sola" dall’Europa nell’emergenza immigrazione come dice Maroni. Anzi, come ha ribadito la commissaria Ue agli Affari Interni Cecilia Malmstrom, "dal primo giorno la Commissione ha sostenuto l’Italia, da quando la prima imbarcazione di migranti dalla Tunisia è approdata a Lampedusa, attraverso numerosi contatti, abbiamo attivato Frontex, abbiamo dato l’assistenza legale ed economica e partecipato alle operazioni di rimpatrio". Il decreto italiano che prevede il rilascio di permessi temporanei, ha aggiunto Malmstrom, "è conforme con le regole di Schengen» anche se per poter circolare, gli immigrati che li ottengono «devono rispettare una serie di criteri".

Il governo continua ad affrontare l'emergenza Maroni ha assicurato che il governo italiano continuerà sulla sua strada: "Oggi ci sono i primi due voli di rimpatrio e domani il presidente della commissione Barroso sarà a Tunisi" - ma restano, anzi si accentuano, i dubbi sull’appartenenza all’Unione Europea, anche di fronte ai richiami del Presidente Napolitano: "Sappiamo che con l’Europa non si scherza - ha osservato Maroni - ma se quando si chiede la solidarietà ci viene detto di fare da soli, mi pare che qualcosa non funzioni. Abbiamo fatto un accordo bilaterale con la Tunisia concedendo una linea di credito, c’è l’accordo per i rimpatri e forniamo mezzi: siamo l’unico Paese europeo che fa qualcosa". Insomma, "meglio soli che male accompagnati", ha concluso il ministro.

Le critiche della Germania L’Italia "sta infrangendo lo spirito dell’accordo di Schengen": lo ha detto a Lussemburgo il ministro degli Interni tedesco Hans-Peter Friedrich. "Ci aspettiamo che l’Italia rimandi in Tunisia gli immigrati irregolari - ha ribadito - in Europa abbiamo un problema di mmigrazione e l’Italia non può reclamare per se stessa la solidarietà degli altri paesi se non c’è un problema di immigrazione di massa". Infatti, ha ricordato il ministro tedesco, "la solidarietà in Europa deve essere applicata quando un paese è veramente colpiro da un fenomeno di immigrazione di massa e
questo non è il caso dell’Italia in questo momento"

Parigi rafforza i controlli E la Francia intanto torna all'assalto. Come promette da giorni, il ministro degli Interni, Claude Gueant, ha annunciato che rafforzerà i controlli "frequenti e severi" in un’area di 20 km attorno alle frontiere con l’Italia, rispettando le norme di Schengen e contenendoli nelle 6 ore previste dai trattati. Gueant ha precisato che di 2.800 persone controllate, 1.700 sono già state riaccompagnate in Italia.

Secondo il ministo, poi, la solidarietà fra paesi europei "si esercita sulla base dei trattati" ed è importante che "nessun segnale dia l’impressione che l’Europa accetta flussi di immigrati irregolari". Anche se non se ne è discusso oggi, secondo
Gueant è "urgente" una riforma "dei regolamenti e delle politiche alle frontiere".

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