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Governo

La Russa sul caso Roggero: “Non è legittima difesa ma l’entità della pena è criticabile”. Poi su Meloni al Quirinale: “Vantaggio per tutti”

Le parole del presidente del Senato nel corso della cerimonia di consegna del Ventaglio: “No al tabù del Colle per la destra”

Dal caso Roggero al Quirinale, Ignazio La Russa a tutto campo nel corso della cerimonia di consegna del Ventaglio da parte dell’Associazione stampa parlamentare. Per quanto concerne l’orefice di Grinzane Cavour, il presidente del Senato ha affermato che la sanzione è “criticabilissima nell’entità della pena”, ma “non è criticabile quando dice che quella non è legittima difesa”. Questa l’analisi della seconda carica dello Stato: “C’è poco da fare, faccio l’avvocato, non posso fare la figura di quello che dice una cosa a cui non crede. Perchè l’attuale legge, secondo l’attuale legge, uscire dal proprio negozio, sia pure in uno stato d’animo sconvolto, e inseguire, non appartiene alla previsione della legge“.

La Russa s’è poi soffermato sul dossier Quirinale: “Perchè deve essere un tabù che uno di destra, escluso La Russa per carità, possa diventare presidente della Repubblica? Tatarella nel ’94 era vice presidente del Consiglio, Tremaglia che aveva fatto la RSI e vestita la divisa col gladio, fu ministro…“. “Non c’è nessuna discussione sull’accettazione totale della Costituzione da parte di tutti gli esponenti della destra del dopoguerra e di quella attuale in particolare, e dopo Fiuggi ancora di più e sono pronto a difendere con la vita i diritti della prima parte della Costituzione”, ha aggiunto il presidente del Senato, che già nei giorni scorsi aveva parlato dell’ipotesi Meloni al Colle: “È un tabù di chi è abituato a occupare ruoli dello Stato sulla scorta di argomenti pretestuosi. Meloni non ci pensa nemmeno, ma se ci pensasse sarebbe un grande vantaggio per l’Italia: dopo un grande presidente come Mattarella credo che una grande donna come Meloni prima o poi sarebbe gradita agli elettori della destra e a gran parte degli elettori della sinistra”.

Restando sulla politica, La Russa ha parlato anche delle dinamiche all’interno della maggioranza e ha evidenziato che “mai butterò Antonio Tajani dalla torre, è un amico". Per quanto riguarda il generale Vannacci che afferma di incarnare la vera destra, il presidente del Senato non ha utilizzato troppi giri di parole: “Io questa gara a chi è più di destra la vinco a mani basse. Attenzione a dichiararsi la vera destra, perché storicamente non porta bene”. Ma non solo. La Russa ha commentato così le parole del leader di Futuro Nazionale in relazione al reato di femminicidio: “Non aver capito che davanti a un fenomeno così eclatante serviva un reato tipico è un errore clamoroso”.

Dopo aver brevemente commentato l’emendamento proposto da FdI sulle cosiddette intercettazioni a strascico anticipando l‘inammissibilità della proposta in aula - “credo che al 99% quell’emendamento debba essere dichiarato non proponibile e così, tranne quello zero uno che lascio per correttezza, avverrà” - La Russa è tornato sul tema della legge elettorale, rimarcando che la formula trovata sulle preferenze rappresenta “una mediazione democratica”: “Trovare posizioni che non accontentano nessuno ma siano accettabili per tutti è il cuore della partecipazione democratica. Come credo avverrà se venisse modificato che i capilista devono rispettare la possibilità dei due generi di essere rappresentati al 50% o al 60% e 40%. Non è una mediazione ma è quello che io penso”.

Una battuta anche sul fine vita: “Ritengo che una norma sia essenziale, non foss’altro perché è eticamente giusta, se entro i canoni di un’accettabilità”. “Sta avvenendo, come l’Emilia Romagna dimostra, che potremmo avere leggi di fine vita a macchia di leopardo e questo sarebbe peggio dell’assenza di una legge", ha proseguito La Russa, ponendo l’accento sulla volontà di trovare un accordo: “Spero che maggioranza e opposizione capiscano che sia necessaria tagliare le posizioni più radicali e trovino un’intesa che gli italiani aspettano”.

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