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Personaggi

Dalla redazione de Le Iene al percorso in Chiesa: la storia di Alessandro Sortino

La storia di Alessandro Sortino che, dopo una crisi sul giornalismo d’inchiesta, ha scelto di abbandonare Le iene per occuparsi di un programma religioso

Alessandro Sortino
Il conduttore Alessandro Sortino posa per i fotografi durante la presentazione del programma tv Rai "Popolo Sovrano", Roma, 12 febbraio 2019. ANSA/ANGELO CARCONI

Tra i programmi più longevi e più seguiti della storia recente della televisione italiana c’è senza dubbio Le iene. Ispirato tanto nel titolo quanto nell’abbigliamento dei giornalisti all’omonimo film di Quentin Tarantino, Le iene sembra aver ereditato dal lungometraggio anche una certa aggressività di fondo nel realizzare i vari reportage. In effetti, il successo dello show di Davide Parenti è legato soprattutto alle inchieste dei suoi giornalisti, che spesso fronteggiano i protagonisti delle loro storie con un piglio decisamente incalzante. Un modus operandi che, a lungo andare, ha stancato Alessandro Sortino. Romano classe 1969, Alessandro Sortino è approdato a Le Iene nel 2000 e vi è rimasto fino al 2008, quando ha presentato a Mediaset le proprie dimissioni, denunciando un caso di censura su un servizio i cui protagonisti erano i componenti della famiglia Mastella. Negli anni successivi ha continuato a lavorare in ambito televisivo, passando da La7, TV2000 e Rai 3. A sorpresa, però, nel 2024 Sortino decide di tornare nella redazione de Le Iene e riprendere il posto che, a inizio anni Duemila, lo aveva reso uno dei volti più riconoscibili e storici del programma.

Il ritorno, però, non è un ritorno a lieto fine, come ha raccontato lo stesso Alessandro Sortino in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera. A due anni dal ritorno, infatti, il giornalista ha deciso di chiudere definitivamente con Le iene. “Non sono bravo,” ha ammesso, riconoscendo di non essere più in grado di fare quel tipo di televisione. Nella sua decisione ha avuto un certo peso anche il voler evitare a Davide Parenti, il suo “padre televisivo”, continue polemiche e discussioni sulle inchieste da fare e su come realizzarle. Il vero momento di svolta, però, è rappresentato da un servizio su Luigi Brugnaro, allora sindaco di Venezia, che avrebbe dovuto essere il protagonista di un reportage. Sortino avrebbe raggiunto il politico a Mestre, durante le festività natalizie. “Gli sono andato incontro agguerrito,” ha confessato. “Lui si è quasi messo a piangere e io mi sono sentito in difficoltà.” Quel caso specifico è stato dunque la proverbiale goccia capace di far traboccare il vaso, e ha messo Alessandro Sortino davanti alla consapevolezza di non essere più portato per quel tipo di programma e a quella di non potersi più riconoscere in quel tipo di giornalismo televisivo, dove bisogna essere veloci, voraci e quasi senza scrupoli.

La carriera di Alessandro Sortino subisce così una nuova svolta, che lo porta a un percorso di avvicinamento alla religione e alla Chiesa. Da qui nasce l’incontro con San Francesco: Sortino comincia a studiare il santo e ad approfondire la sua storia e il suo lascito, decidendo infine di volerlo raccontare in una docuserie disponibile su TV2000. Alessandro Sortino, che è apertamente cattolico da sempre, ha dunque usato la sua esperienza nel mondo del giornalismo per avvicinarsi ancora di più alla Chiesa, scegliendo di approfondire la figura del santo, ripercorrendone il percorso e i luoghi della vita. Come ha raccontato lui stesso, Alessandro Sortino si è “convertito leggendo il Vangelo” e si presenta come un cattolico delle origini, proprio perché la sua fede non è nata dall’incontro con un prete, ma direttamente con la parola di Dio.

Fondamentale, per questo nuovo progetto su San Francesco, è stato l’incontro con Suor Daniela che, a Gubbio, ha fondato l’ordine religioso delle Sorelle del Piccolo Testamento di San Francesco. L’incontro con questa figura complessa - prima di prendere i voti era una giocatrice di calcio nell’agrigentino - ha spinto Sortino a indagare una certa lettura materna e femminile negli insegnamenti del santo che si è svestito di tutto per inseguire una vita pia e dedita alla religione. Quasi nello stesso modo in cui Alessandro Sortino si è spogliato della sua divisa da iena, da giornalista d’assalto, per trovare proprio nel racconto religioso il suo nuovo marchio distintivo. Un marchio che lo avvicina a un’ambizione che aveva svelato in una vecchia intervista, in cui asseriva di voler raccontare “Mi piacerebbe parlare del Dio sconosciuto, caro a san Paolo”.