All’indomani del suo 62esimo compleanno Monica Bellucci è protagonista della copertina di Harper’s Bazaar. L’attrice umbra, reduce da due set impegnativi e fresca di partecipazione alla Fashion week milanese, si è raccontata con autenticità parlando di relazioni, lavoro e vita privata e, a proposito di età, ha confessato: “Non c’è una vera alternativa: o invecchi e accetti il processo con dignità, oppure muori. Vista in quest’ottica, preferirei di gran lunga invecchiare. Invecchiare significa avere la fortuna di essere ancora vivi e di avere un futuro. Inoltre, la maturità porta con sé un dono meraviglioso: il distacco. A volte, con l’avanzare dell’età, si smette di essere solo un attore e si diventa spettatori del mondo, il che permette di vedere tutto da una prospettiva diversa”.
Il cinema
Trentasei anni dopo il suo esordio sul piccolo schermo in “Vita coi figli” di Dino Risi, Monica Bellucci ha la stessa motivazione di allora e la voglia di mettersi in gioco, interpretando nuovi ruoli, passa da due parole: “La curiosità che ancora provo per il mio lavoro e la passione che, per fortuna, non si è affievolita. Mi considero molto fortunata a poter continuare a collaborare con cineasti provenienti da contesti così diversi”. La visione creativa dei registi contemporanei è ciò che la arricchisce di più: “Ultimamente ho lavorato molto con giovani registi. Ho girato di recente il thriller d’azione “Seven Dogs”, una coproduzione tra Inghilterra e Medio Oriente diretta da Adil El Arbi e Bilall Fallah (registi di“Bad Boys 3 e 4, ndr) e ho anche partecipato a “Histoires de la nuit”, al Festival di Cannes. Sono tutti giovani con un talento straordinario ed essere circondata da giovani cineasti è un’esperienza incredibilmente stimolante. Arrivano sul set con un entusiasmo travolgente e universi estetici completamente nuovi. Si crea uno scambio molto arricchente tra il mio contributo come donna adulta, con i miei anni di esperienza, e la freschezza delle loro prospettive”.
La bellezza
Da sempre considerata un’icona di bellezza, Monica Bellucci ha fatto dell’eleganza e della femminilità una parte del suo percorso. Con il passare degli anni, però, il suo rapporto con la bellezza è cambiato: non più soltanto una questione estetica, ma qualcosa di più profondo che va oltre il giudizio e il riconoscimento degli altri: “Sentirsi belle. Questo va oltre ciò che gli altri percepiscono; ciò che conta è ciò che si prova dentro. Credo che significhi avere una ricca vita interiore, una passione che ti ispira, vedere crescere i tuoi figli, contemplare il mare, avere amici, una famiglia che ami... una vita appagante come donna. Ti Impegni per rimanere in vita, e questo ti porta a percepire le cose con un’intensità che non hai da giovane, perché dai tutto per scontato: non pensi al dolore fisico, alla vulnerabilità o alla morte. Con il passare degli anni, la tua prospettiva cambia. Ti svegli la mattina, e avere la salute o goderti l’aroma del caffè diventa un motivo per essere grata. Ma questo è qualcosa che si comprende solo con il tempo”.
La privacy
Il confine tra vita pubblica e privata per Monica Bellucci è sempre stato sottilissimo. Gestire il successo e l’attenzione dei media non è sempre stato facile, ma l’attrice c’è sempre riuscita: “Mantenere una netta separazione tra la mia immagine pubblica e la mia vita privata per me è stata una scelta di vita fondamentale. Apprezzo l’esposizione mediatica quando si tratta di promuovere un film o di incontrare i media, ma non appena il lavoro è finito, pretendo il diritto di ritirarsi nell’ombra, di proteggere il mio “giardino segreto”. Quando si permette che l’immagine pubblica e la vita privata si fondano, si corre il rischio di perdere l’equilibrio mentale. È un gioco molto pericoloso se non si sa tracciare quella linea di demarcazione”.
Le figlie e l’amore
A proposito della sua vita privata Monica Bellucci ha definito un lusso avere “amore tutto intorno a me”. Un sentimento non strettamente legato a una relazione bensì più ampio: “Parlo di amore in generale: l’amore familiare, l’amore che si prova per un uomo, l’amore che si prova per il proprio lavoro... La benedizione più grande è averlo e sentirlo. Nella mia vita non manca nulla, ho tutto. La vita mi ha già dato abbastanza e ne sono grato”. Quello per le figlie, Leonie e Deva, è sicuramente il più profondo: “Avere due figlie, Léonie, 16 anni,e Deva, 21, ha molto a che fare con questo. Vederle crescere e spiccare il volo, prendere le proprie decisioni, ti dà una gioia profonda e ti pone in una posizione arricchente come osservatrice. La maturità ti dà anche una sana distanza per osservare la vita senza dover essere costantemente presente”.
