Si avvicina a grandi passi la fase operativa del contributo studiato dal governo con l’obiettivo di creare un’agevolazione per contrastare il grave disagio abitativo vissuto da madri e padri costretti a lasciare il tetto familiare dopo la conclusione del matrimonio. Il bonus affitto per genitori separati, che riconosce un rimborso pari al 50% sui canoni di locazione regolarmente registrati con un tetto massimo di 500 euro mensili (vale a dire 6mila euro all’anno) per ciascun beneficiario ammesso in graduatoria, è quindi ormai pronto a partire.
Il vicepremier Matteo Salvini, ha tracciato il bilancio del bando durante un incontro con la stampa organizzato al Mit, confermando l’accelerazione sui pagamenti: la macchina amministrativa punta infatti a liquidare i primi assegni direttamente sui conti correnti entro le festività natalizie.
“Sono 15.540 le istanze presentate entro il termine, di queste ne saranno finanziate una parte, perché sono in corso le verifiche”, dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, rivelando che il sussidio è stato già confermato grazie alla Finanziaria anche nel 2027 e nel 2028, con lo stanziamento di un fondo da 20 milioni di euro per ciascun anno.
Analizzando il profilo demografico e geografico dei richiedenti, emergono delle coordinate precise:
- Genere ed età: il 60% delle richieste arriva da donne, mentre il 40% fa capo a uomini. Quasi la metà della platea, la fascia più rappresentata, si colloca in un’età compresa tra i 45 e i 54 anni;
- Geografia delle domande: il Nord guida la classifica con il 48,4% delle istanze, seguito dal Sud (32%) e dal Centro (18%). Su base regionale svetta la Lombardia (15%), dietro la quale si collocano nell’ordine Campania, Piemonte, Veneto e Lazio.
- Nazionalità: l’83,2% delle domande è stato presentato da cittadini italiani, seguiti da un 11% di extracomunitari e da una quota del 4% di comunitari. Un dato che ha portato il ministro a rimarcare la forte incidenza della platea nazionale sul totale dei beneficiari.
“Penso sia il primo contributo pubblico elargito in Italia che va per la stragrande maggioranza a cittadini italiani, spiega infatti ai giornalisti il leader del Carroccio, che ribadisce i requisiti richiesti e annuncia da quando scatteranno i pagamenti.
A distinguere questa misura rispetto al panorama tradizionale dei sussidi assistenziali è innanzitutto la scelta dei requisiti d’accesso. Al posto del classico indicatore ISEE, il governo ha optato per un parametro basato unicamente sulla dichiarazione dei redditi IRPEF, fissata entro la soglia dei 35mila euro, legando inoltre il beneficio alla presenza di figli a carico di età inferiore ai 21 anni e alla regolarità negli obblighi di mantenimento.
Ovviamente il beneficiario deve risultare legalmente separato o divorziato, non può essere titolare dell’immobile abbandonato dopo la fine del matrimonio e ha l’obbligo di certificare il nuovo affitto. “Per dare il contributo chiediamo un contratto da titolo regolarmente depositato, di cui copriamo il 50%”, precisa ancora Salvini, anticipando che le domande ritenute idonee dopo le verifiche saranno liquidate a dicembre. “In caso di mamma o papà di Roma con canone di locazione di 6mila euro all’anno, noi bonifichiamo 3mila euro sul conto corrente entro Natale”, puntualizza il vicepremier.
