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Politica economica

Dazi, in vigore le nuove tariffe Usa su 60 paesi e 99% delle importazioni. Colpita anche l’Europa

Riparte la guerra commerciale. La vicepresidente della Commissione Ue Kallas: “Non hanno fondamento”

Dazi, il 90% del conto lo pagano gli americani

Il presidente statunitense Donald Trump sta procedendo con l’introduzione di nuovi dazi a doppia cifra nei confronti di decine di partner commerciali degli Stati Uniti. Succede allo scadere delle misure tariffarie provvisorie che aveva imposto in seguito a una pesante sconfitta subita presso la Corte Suprema. Gli Stati Uniti applicheranno dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 partner commerciali - responsabili del 99% delle importazioni statunitensi - accusandoli di non aver applicato adeguatamente i divieti sui prodotti realizzati tramite lavoro forzato. “Gli Stati Uniti applicano un divieto di importazione per i beni prodotti con lavoro forzato da quasi un secolo e lo fanno con rigore; è ormai giunto il momento che anche i nostri partner commerciali facciano lo stesso”, ha dichiarato il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer.

Tra i partner colpiti c’è anche l’Ue. Dietro ai nuovi dazi ci sarebbero motivazioni “senza fondamento”, replica però la vicepresidente della Commissione europea Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera: “Se si confrontano le nostre leggi sul lavoro con quelle degli Stati Uniti, noi abbiamo ferie retribuite e condizioni di lavoro molto buone per i nostri dipendenti”, ha detto, “Avevamo un accordo con gli Stati Uniti e noi abbiamo rispettato la nostra parte dell’intesa. Per questo è una sorpresa negativa vedere che quell’accordo non viene rispettato”.

I nuovi dazi entrano in vigore proprio mentre scadono le tariffe temporanee del 10% applicate a livello globale. Trump aveva fatto ricorso a tali misure provvisorie dopo che, a febbraio, la Corte Suprema aveva annullato i dazi precedentemente introdotti. Ora Trump punta su dazi di natura più duratura, avvalendosi della Sezione 301 del Trade Act del 1974; tale norma consente al Presidente di imporre tasse all’importazione e altre sanzioni contro i paesi che adottano pratiche commerciali definite “ingiustificabili”, “irragionevoli” o “discriminatorie”. Trump aveva già utilizzato la Sezione 301 per imporre pesanti dazi alla Cina durante il suo primo mandato, misure che avevano superato indenni le contestazioni legali.

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