Le aree militari al centro del progetto per il nuovo nucleare. In attesa dei decreti attuativi alla legge delega, attesi per inizio dicembre, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin (in foto)- intervenendo alla conferenza dei 20 anni di Confindustria Energia - ha candidato le zone militari come aree per il deposito delle scorie. Un passaggio cruciale per riavviare in Italia la macchina atomica. Una scelta salvagente qualora «non ci fossero candidature spontanee da parte dei Comuni». «Il deposito delle scorie è la prima cosa da chiudere, e va fatto entro un anno. Stiamo riaprendo la fase delle candidature», ma ora è tempo di stringere, ha affermato il ministro.
Pichetto avrebbe già la disponibilità della Difesa per alcune aree. In ogni caso, il deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività è una priorità.
Quanto ai decreti alla legge delega del 23 settembre 2026, Pichetto ha chiarito il timing: «Presento tutti i decreti entro dicembre. La valutazione che sto facendo è se presentarli separati o fare un pacco unico; cioè un bel tomo con tanti capitoli. L’indicazione è quella di un modello libero dove le procedure di permitting devono indicare le regole. Non ci saranno aree idonee, ma semmai i vincoli, come quelli relativi alle aree sismiche. L’iniziativa può essere privata o pubblica, o mista», prosegue. Quanto alle tecnologie, «sono state fatte tutte le valutazioni, ma non possiamo indicare le tecnologie che ci saranno fra 10 anni», dice Pichetto, altrimenti «ripeteremmo gli errori fatti dall’ex vicepresidente della commissione Ue Frans Timmermans» con il Green deal «e nell’Unione sovietica», con i piani quinquennali. Il fatto è che «non c’è nessuno oggi in grado di individuare i modelli che saranno valutati fra 10 anni».
Gli Small Modular Reactor e gli Advanced Modular Reactor, sono i progetti al centro dell’attenzione e si basano sull’esperienza e il know-how della filiera che sta avviando una traiettoria di sviluppo nel nucleare. La sfida energetica del governo resta quella di un’Italia sempre più autosufficiente puntando su rinnovabili e nucleare. «Per essere competitivi come sistema paese è importante avere la quantità di energia necessaria. La sfida è quella di essere più sicuri, più autosufficienti, quindi di implementare le rinnovabili, e poi arrivare al nucleare», ha concluso il ministro.
