Mark Zuckerberg scommette sull’intelligenza artificiale open source per contrastare la corsa della Cina e, soprattutto, per evitare che la futura superintelligenza finisca nelle mani di pochi grandi gruppi. Il Ceo di Meta mette nero su bianco la sua visione nella lettera-manifesto The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future, («Il futuro è per tutti - Il cammino verso un futuro positivo dell’IA») nella quale affronta le implicazioni tecnologiche, economiche e politiche della rivoluzione dell’IA. «È importante che gli Stati Uniti e i loro alleati guidino l’ecosistema dell’Intelligenza artificiale open source, rappresenterà una quota significativa dell’utilizzo globale dell’IA», scrive Zuckerberg, indicando nella strategia di Pechino un modello da seguire per conquistare sviluppatori e mercati internazionali. Il numero uno di Meta sottolinea infatti che «attualmente i laboratori esteri godono di diversi vantaggi in questo ambito, dato che quelli americani sono soggetti a numerose restrizioni aggiuntive relative ai dati di addestramento». La presa di posizione arriva insieme al lancio di due nuovi modelli di Meta, Muse Glimmer e Muse Spark 1.2, con «pesi aperti», cioè con i parametri fondamentali resi pubblici. Muse Glimmer, in particolare, conta 30 miliardi di parametri ed è pensato per attività con software capaci di operare direttamente sui computer degli utenti.
La sfida arriva mentre DeepSeek, Alibaba e Moonshot spingono dalla Cina sui modelli open-weight, con prestazioni sempre più vicine a quelle dei sistemi americani. «La superintelligenza sarà una delle tecnologie più importanti della storia», avverte Zuckerberg. «Le opportunità e le sfide che ne deriveranno saranno probabilmente superiori a qualsiasi altra cosa abbiamo visto nel corso della nostra vita. Dobbiamo prendere la questione molto seriamente». Meta ha annunciato infine un fondo da un miliardo di dollari per sostenere le comunità americane che ospitano i suoi nuovi data center per attenuare i timori sull’impatto ambientale.
