Una soluzione di compromesso per ridefinire la geometria dei rapporti transatlantici dell’Ue, senza però stravolgerla. Con Donald Trump sullo sfondo, Unione europea e Canada proveranno a gettare le basi per un partenariato inedito. Due giorni di summit. In un mondo dominato da Stati Uniti e Cina, sul tavolo c’è una «associazione sempre più stretta», senza arrivare alla più impegnativa formula di «membro associato». A quanto filtra da Bruxelles, alla vigilia del vertice Ue-Canada che si apre oggi a Montreal, sarebbe la prima locuzione scelta per la dichiarazione congiunta. Molto da definire, e molto già cambiato rispetto a un mese fa: nel discorso sullo Stato dell’Unione di settembre, la presidente della Commissione Ue Von der Leyen aveva infatti proposto che il Canada diventasse «il primo membro associato dell’Ue» provando a rafforzare la corazza geografica e la leva commerciale del Vecchio Continente. Ma nel complesso ingranaggio dei leader è emersa la necessità di maggior prudenza, con sguardo anche alle elezioni di Midterm.
Per ora, niente nascita formale di un «terzo blocco» economico e strategico. Ma la conferma di un avvicinamento tra Bruxelles e Ottawa che mira a ridurre la reciproca dipendenza dall’America e a rispondere al protezionismo di Trump. Diversi Stati Ue, tra cui Germania, Italia, Grecia e Francia, invitano a riflettere meglio sul riferimento a «membro associato» nella dichiarazione che verrà rilasciata a Montreal, in Québec. Resta invece l’ipotesi di integrare la base industriale della difesa europea con il Canada, che ha già aderito allo strumento europeo Safe consentendo alle proprie imprese di accedere ad appalti congiunti con l’Ue; in prospettiva, la terra dell’acero parteciperebbe a progetti congiunti nell’Artico e collaborerebbe su AI, resilienza informatica e calcolo quantistico e allinearsi anche nei servizi finanziari.
Interesse reciproci: il premier Carney guardingo sull’amministrazione Trump II, viste le minacce del tyccon di trasformare il Canada nel 51° Stato degli Usa e l’Ue sul chi va là per la Groenlandia. Ma per ora sembra sufficiente mantenere con l’Ue il partenariato esistente con Ottawa: il 98% dei dazi già eliminati su beni e servizi, dialogo su politica estera e catene di approvvigionamento di minerali critici, batterie per veicoli elettrici ed energia pulita. L’altro tema che frena il «sigillo» è la questione aperta dei pesticidi nell’agricoltura, che frena la ratifica definitiva del Trattato Ceta. Italia, Francia e Polonia in vigile attesa. Elementi ai Raggi X nel 21° vertice che rilancerà comunque l’obiettivo comune di rendere più strette le relazioni con la costa artica più lunga del mondo. Nessun gelo, rassicurano da Bruxelles. Presenti il presidente del Consiglio europeo Costa e la stessa Ursula, oltre al premier Carney: provando a giocare di sponda per tamponare un Trump che continua a far pressioni. Ottawa punta a incassare dal tycoon un’intesa per allentare i dazi su acciaio e automobili canadesi; Bruxelles, con 8 commissari, a chiudere accordi per non restare afona.
