Da dieci giorni non si dorme più a Ceuta.E le ragazze hanno timore di passeggiare da sole. Il clima e’ da incubo nell’exclave spagnola oggetto lo scorso 30 luglio di un’invasione vera e propria. Non solo l’emergenza non è affatto finita, dopo l’assedio da parte di 80mila marocchini, ma tra i residenti (anche musulmani) serpeggia una certa stanchezza. La sera si va a letto con tutti e due gli occhi aperti, raccontano, per via di numerosi tentativi di invasione della proprietà privata. I migranti che hanno provato a forzare porte e abitazioni sono stati presi a bastonate. Ma non basta per scoraggiare gli attacchi.Un deja-vu, dopo Mytilini e Lampedusa, con l’emergenza sicurezza per i residenti che si fa gravissima ogni giorno di più. Infatti Ceuta è diventata un luogo molto pericoloso le ragazze, oggetto di attenzioni particolari. «Diversi uomini stavano abusando di una ragazza, sono uscita di casa e ho iniziato a urlare», ha raccontato una testimone ai media locali. Si tratta di una ragazzina di 12 anni, vittima di un tentativo di stupro, per fortuna salvata da un vicino insieme ad altri minori del quartiere El Príncipe. Menre il governo di Pedro Sánchez vuol far credere che in città regni un clima di normalità la realtà è ben diversa, come dimostra il fatto che anche ieri i minori nordafricani hanno preso il sopravvento sulla polizia. Solo dopo l’arrivo dei mili- tari, la situazione è stata riportata sotto controllo e la polizia ha ripreso le proce- dure per l’identificazione dei minori. Al momento sono 1.342 i minori non accompagnati registrati nel sistema di accoglienza, come annunciato dal mi- nistro della Gioventù e dell’Infanzia spa- gnolo, Sira Rego. Il tutto mentre la Procu- ra generale spagnola ha ordinato alle Procure minorili di vigilare su bambini e adolescenti non accompagnati e di inter- venire qualora una comunità autonoma rifiuti di accoglierli. Un quadro di per sé già complesso, su cui impatta la confusione totale del Governo. Lunedì scorso, il Ministero del- la Difesa ha attraccato a Ceuta la nave Rayo, ma questa è rimasta solo poche ore per scaricare l’equipaggiamento pri- ma di ripartire. Si pensava che fosse in corso un’operazione navale speciale per la difesa della città, invece la presenza delle navi era dovuta ad altri motivi e ora non si trovano più lì. Inoltre non c’è traccia degli aiuti economici promessi dal governo che do- vranno attendere il ritorno dei ministri dalle vacanze. Sánchez infatti, impegna- to nel mare di Tenerife, non ha voluto convocare una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri per accelerare le procedure di sblocco di 25 milioni di euro, vitali per l’emergenza. E il nuovo assalto in programma a ferragosto di cui abbiamo dato conto pochi giorni fa, si avvicina, con il tam tam sui social che non smette di preoccupare gli 007 di mezza Europa anche per il rischio di in- filtrazioni terroristiche.
