Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:11
In evidenzaAggiornato alle ore 11:11
Politica estera

Sánchez in crisi La rappresaglia contro l’Italia: controlli ai confini

Il primo ministro chiede di ripristinare il trattato entro 48 ore, ma poi passa subito la ritorsione

meloni sanchez
Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 5 Aprile 2023 Roma, Italia - politica - La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni riceve Pedro Sanchez a Palazzo Chigi Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 5 Aprile 2023 rome - Italy Chigi palace - Prime Minister Giorgia Meloni meets whit the President of the Government of Spain Pedro Sanchez DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

La dichiarazione del governo spagnolo con l’ultimatum all’Italia per ritirare la sospensione di Schengen dopo l’invasione migratoria a Ceuta arriva con un comunicato tanto inatteso quanto duro nei toni che si trasforma in un boomerang (l’ennesimo) per Pedro Sánchez. Se l’obiettivo del primo ministro spagnolo era quello di farsi vedere forte, il risultato è l’opposto dimostrando tutta la sua debolezza. «Il 1° agosto, il governo italiano ha reintrodotto i controlli alle frontiere con la Spagna, con ripercussioni sulla mobilità di migliaia di passeggeri e creando incertezza giuridica nel pieno del periodo estivo» si legge nel comunicato. «Questa misura, senza precedenti nella storia recente - aggiunge - è stata adottata senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni pretestuose che non sono conformi né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità». Da qui la considerazione che «il provvedimento adottato dal governo italiano è iniquo, contrario agli interessi dell’Ue e discriminatorio nei confronti della popolazione spagnola» e l’ultimatum all’Italia: «Esortiamo il governo italiano a porre rimedio alla situazione, a porre fine ai controlli e a trattare gli spagnoli come tutti gli altri cittadini europei. Se non lo farà entro domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini». Come se non bastasse, ecco la stoccata finale: «Confidiamo che prevarranno l’europeismo, il buon senso e la buona fede. I governi dovrebbero promuovere la comprensione tra i paesi e l’interesse generale delle loro popolazioni, non creare divisioni e conflitti sterili motivati da interessi elettorali interni». E dopo la voce alzata, ecco la decisione in serata. «Controlli alle frontiere per l’Italia in ritorsione», fa sapere il governo di Madrid.Eppure ad essere animato da sterili motivazioni di politica interna è proprio il comunicato della presidenza del governo spagnolo che gioca la carta dello scontro diplomatico con un governo conservatore per recuperare qualche consenso. La situazione interna per Sanchez è infatti disastrosa. A capo di un esecutivo che si regge sui voti degli indipendentisti, il suo governo è stato colpito da una delle più grandi inchieste della storia spagnola con ben 126 persone vicine al primo ministro – familiari, collaboratori, colleghi di partito e funzionari – indagate o condannate per una serie di scandali collegati al governo e al Psoe.La proposta di regolarizzare mezzo milione di immigrati ha poi generato forti critiche a cui si è aggiunta l’invasione di Ceuta che ha mandato a picco la popolarità di Sanchez ricevendo dure critiche per la decisione di recarsi in vacanza a Lanzarote nei giorni di massima crisi per giunta pubblicando playlist di canzoni su TikTok.Ora il suo intento è distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica spagnola dai disastri del suo governo con un nuovo scontro diplomatico con Giorgia Meloni dopo quello avvenuto con Donald Trump. A rispondergli ci ha pensato il capo delegazione di Vox al parlamento europeo Jorge Buxadé «dà ultimatum all’Italia ma con il Marocco è più servile di Godoy». tre il governo di Pedro Sánchez vuol far credere che in città regni un clima di normalità la realtà è ben diversa, come dimostra il fatto che anche ieri i minori nordafricani hanno preso il sopravvento sulla polizia. Solo dopo l’arrivo dei militari, la situazione è stata riportata sotto controllo e la polizia ha ripreso le procedure per l’identificazione dei minori.Al momento sono 1.342 i minori non accompagnati registrati nel sistema di accoglienza, come annunciato dal ministro della Gioventù e dell’Infanzia spagnolo, Sira Rego. Il tutto mentre la Procura generale spagnola ha ordinato alle Procure minorili di vigilare su bambini e adolescenti non accompagnati e di intervenire qualora una comunità autonoma rifiuti di accoglierli.Un quadro di per sé già complesso, su cui impatta la confusione totale del Governo. Lunedì scorso, il Ministero della Difesa ha attraccato a Ceuta la nave Rayo, ma questa è rimasta solo poche ore per scaricare l’equipaggiamento prima di ripartire. Si pensava che fosse in corso un’operazione navale speciale per la difesa della città, invece la presenza delle navi era dovuta ad altri motivi e ora non si trovano più lì.Inoltre non c’è traccia degli aiuti economici promessi dal governo che dovranno attendere il ritorno dei ministri dalle vacanze. Sánchez infatti, impegnato nel mare di Tenerife, non ha voluto convocare una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri per accelerare le procedure di sblocco di 25 milioni di euro, vitali per l’emergenza. E il nuovo assalto in programma a ferragosto di cui abbiamo dato conto pochi giorni fa, si avvicina, con il tam tam sui social che non smette di preoccupare gli 007 di mezza Europa anche per il rischio di infiltrazioni terroristiche.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.