Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:44
Politica estera

Commercio, IA e le due guerre. I nodi irrisolti al di là dei sorrisi

Estesa di due mesi la tregua sui dazi. Ma sugli altri temi ci sono tanti proclami e poca sostanza

TOPSHOT - China's President Xi Jinping and US President Donald Trump speak on the North Portico steps of the White House ahead of a State Dinner in Washington, DC, on September 24, 2026. President Xi is on a State visit to the United States from September 23 to 25. (Photo by SAUL LOEB / AFP)

Tanto fumo, ma poco arrosto. È l’amara sintesi di un vertice tra Donald Trump e il presidente Xi Jinping che rischia invece di sancire la resa alla Cina di un Presidente pronto, nel primo mandato, a trasformare lo scontro con Pechino in una vera e propria crociata. Tempi belli che andati vista l’enfasi con cui The Donald celebra la «grande amicizia» con l’autarca cinese. Dietro il cambio di passo e il tentativo di scendere a patti con il Dragone s’intravede il fallimento delle politiche adottate fin qui dalla Casa Bianca.

Fallimento particolarmente evidente sul fronte di quella guerra commerciale che The Donald s’illudeva di combattere a colpi di dazi. Un’illusione a cui Xi ha risposto chiudendo il mercato delle «terre rare» indispensabili sia per la manifattura «hi tech», sia per il complesso militar industriale statunitense.

Ma assai più banalmente Trump ha dovuto fare i conti con le proteste dei produttori di soia rimasti privi delle cruciali quote di mercato cinese. E così sotto il tappeto rosso fatto stendere mercoledì alla base di Andrews per accogliere Xi Jinping s’intravede il solco di una ritirata a tutto campo sui principali argomenti all’ordine del giorno. Il compito non proprio onorevole di alzare bandiera bianca sul fronte dei dazi tocca al Segretario del Tesoro Scott Bessent costretto, già mercoledì sera, ad annunciare l’estensione per altri due mesi della tregua di un anno destinata originalmente a scadere il 10 novembre. Gli sherpa incaricati di preparare l’incontro tra i due leader non sono riusciti insomma a trovare alcuna intesa costringendo il Presidente statunitense ad ingoiare amaro.

Anche lo spinoso tema dell’intelligenza artificiale - su cui si articola nell’immediato futuro il confronto tecnologico tra le due potenze - non sembra destinato a fare grandi passi avanti.

Anche perché, in barba agli allarmi lanciati dai titani americani del settore, né Trump, né Xi intendono porre un limite allo sviluppo di una ricerca considerata indispensabile per acquisire oltre all’egemonia economica e finanziaria anche quella strategica. Mentre Trump ripete «chiunque vinca con l’Ia vince», Xi smentisce qualsiasi pericolo affermando più banalmente che l’«Ia è sempre sotto il controllo umano». Affermazione a dir poco discutibile vista la difficoltà esibita dalle autorità cinesi quando si trattò di contenere un contagio del Covid iniziato, probabilmente proprio, nei suoi laboratori.

Anche sul fronte dello scontro strategico Trump non sembra avere molte speranze di contenere una Cina che nei mesi passati ha continuato a farsi gioco della Casa Bianca passando intelligence, tecnologia e componenti militari ad un Iran in guerra con l’America. Giochini che Xi cerca di obnubilare citando la «trappola di Tucidide», ovvero la necessità di evitare il destino di Atene e Sparta costrette alla guerra in quanto super potenze dell’epoca. Una citazione colta a cui Xi aggiunge la formula della «stabilità strategica», ovvero l’avvertimento a evitare qualsiasi interferenza americana nella questione di Taiwan e più in generale tutto quel che riguarda la sfera d’influenza cinese.

Compresa quella guerra in Ucraina dove la Cina non ha alcun interesse a richiamare a più miti consigli Vladimir Putin. Anche perché dovrebbe rinunciare al sempre più conveniente acquisto di greggio e materie prime russe a prezzi scontati. Tutte formule in cui, nonostante i larghi sorrisi di Trump, resta difficile intravedere i vantaggi degli Usa.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.