Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:58
FUOCO E FIAMMA

Da Bibi un “J’accuse” al mondo

Israele è il primo obiettivo di una guerra contro l’Occidente e l’attuale tradimento, l’antisemitismo, sono una vergogna e una condanna per tutte le democrazie che aggrediscono Israele

TOPSHOT - This photograph made using a lens teleconverter set to its mid-range position causing an image refraction shows Israel's Prime Minister Benjamin Netanyahu speaking during the 81st United Nations General Assembly at the United Nations Headquarters in New York, on September 24, 2026. (Photo by ANGELA WEISS / AFP)

Severo quanto un padre che vede il figlio perdersi e tenta di riportarlo al bene, senza risparmiargli la realtà come fece Churchill col mondo libero trascinandolo nella guerra contro il nazifascismo, così ieri ha parlato Netanyahu: Israele è il primo obiettivo di una guerra contro l’Occidente e l’attuale tradimento, l’antisemitismo, sono una vergogna e una condanna per tutte le democrazie che aggrediscono Israele.

È un’agguerrita dichiarazione di consapevolezza dell’immenso pericolo che il popolo ebraico corre nei secoli, ma anche della fiducia assoluta a cui ieri il premier israeliano ha invitato tutto il popolo ebraico e chi sta dalla parte della democrazia e della libertà. Questo è il messaggio, insieme all’invito al mondo intero a interrogare la propria coscienza. Netanyahu ha parlato anche al pubblico nemico che ha lasciato la platea dell’Onu quando è salito sul podio; ha tentato di comunicargli la verità di una guerra coperta di bugie, in cui l’Iran da una parte e dall’altra Erdogan tiranno antisemita capo della Fratellanza Musulmana aggrediranno sempre di più anche molti Paesi occidentali. Ha affrontato l’equivoco dell’interpretazione corrente di un’incessante eroica guerra di difesa che dura dal 1967. Ha ricordato i pilastri della verità, la manipolazione dei media, l’intrusione del Qatar, migliore amico di Hamas, tramite al Jazeera e il finanziamento corrotto dei media e delle università americane e europee, il tentativo di fronte all’uso di Hamas della popolazione come scudo umano di salvare i civili; il cibo, le vaccinazioni che negano l’accusa di genocidio.

È stato un j’accuse al mondo e ha glorificato la grande resistenza ebraica. Bibi ha ricordato l’eroismo dei soldati, come del figlio di Yehiel Leiter, Neryiah, ora ferito molto seriamente in un attacco terroristico, di cui ha letto le stesse parole di totale dedizione nella scelta di servire il Paese di suo fratello Yoni, ucciso nella missione di Entebbe: vinceremo perché non abbiamo scelta. E ha promesso che l’Iran è invece destinato a vedere sparire il regime assassino che perseguita e uccide il suo popolo senza che dall’Occidente si levi una parola di vero biasimo.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.