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Politica estera

Dai sabotaggi di Lawrence d’Arabia ai piani di Turchia e Arabia Saudita: la linea dell’Hejaz che può cambiare le rotte del Golfo

La storica linea dell’Hejaz potrebbe rinascere come corridoio strategico tra Levante e Penisola Arabica, offrendo un’alternativa alle rotte legate a Hormuz

Hejaz
epa07165541 A general view on a passenger train passing near Kfar Yehoshua at the Jezreel Valley, northern Israel, 14 November 2018. Israeli Ministry of Transportation inaugurated in October 2016 the railway line from Haifa to Beit Shean based on the historic Jezreel Valley railway train that operated during the British Mandate(1905-1948) and was a branch of the larger Middle East Hejaz railway line from Haifa to Damascus and Medina. Transportation Minister Israel Katz and Prime Minister Benjamin Netanyahu have propose a new geopolitical and economic initiative backed by the American administration to renew the Hejaz railway line in order to transport goods from Turkey and Europe through Israel to Jordan , Saudi Arabia and Oman . as a step that aimed to connect Israel economically with the neighboring Arab states. EPA/ABIR SULTAN

Arabia Saudita e Turchia stanno promuovendo il ripristino della storica ferrovia dell’Hejaz di epoca ottomana che collegava Damasco a Medina con diramazioni che arrivavano fino al Libano e attraversavano gran parte del deserto per circa 1.320 chilometri.

La linea è celebre in Occidente per le azioni di sabotaggio compiute da Lawrence d’Arabia durante la prima guerra mondiale. Lawrence d’Arabia era un ufficiale, archeologo e agente segreto britannico che guidò le tribù arabe nella rivolta contro l’Impero Ottomano. Esiste un film del 1962 diretto da David Lean, in cui il celebre Lawrence è interpretato da Peter O’Toole, piccolo di statura e dagli occhi azzurri e vivaci. La pellicola è un colossal storico biografico che ha vinto sette premi Oscar, tra cui quelli per il miglior film e la miglior regia.

La costruzione della linea, che prende il nome dalla regione della penisola arabica occidentale dove si trovano le due città più sante dell’Islam, La Mecca e Medina, è progredita rapidamente, finanziata da donatori musulmani. Aveva anche una diramazione ad Haifa, in Palestina. Ordinata dal sultano Abdul Hamid II nel 1900, la costruzione iniziò con l’obiettivo principale di agevolare il faticoso pellegrinaggio dell’Hajj per i musulmani. Prima della ferrovia, un viaggio in carovana di cammelli da Damasco a Medina durava circa 40 giorni. Il treno ridusse questo tempo di percorrenza a soli quattro giorni.

Il progetto mirava anche a rafforzare il controllo politico e militare sulle lontane province ottomane, stimolare lo sviluppo economico in tutto il Levante e in Arabia e promuovere l’unità panislamica. Gli accordi di oggi prevedono il ripristino e l’ammodernamento di questa ferrovia ultracentenaria. La notizia è emersa per la prima volta in un’intervista rilasciata all’emittente saudita Al Arabiya. Il Ministro saudita dei Trasporti e dei Servizi Logistici, Saleh al-Jasser, ha dichiarato che gli studi congiunti per la ferrovia dovrebbero essere completati entro la fine dell’anno.

Ha affermato che il progetto “rafforzerà l’integrazione regionale, sosterrà il commercio e svilupperà un sistema di trasporto terrestre sostenibile tra i paesi della regione”. Una volta resa di nuovo attiva, la ferrovia dovrebbe collegarsi alla rete ferroviaria del Golfo, aiutando gli stati della regione a superare le interruzioni dei trasporti e a rafforzare la connettività economica. La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha interrotto una delle rotte commerciali più importanti del Golfo, lo Stretto di Hormuz, spingendo i paesi a cercare corridoi di trasporto alternativi. L’obiettivo a lungo termine di Ankara è quello di estendere la linea verso l’Oman e il Mar Arabico, creando un corridoio terrestre che potrebbe fungere da alternativa alle rotte dipendenti da Hormuz.

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha affermato che le interruzioni del commercio marittimo e l’aumento dei costi di spedizione a seguito del blocco di fatto imposto dall’Iran al punto strategico hanno accresciuto la necessità di alternative terrestri più stabili. Ha aggiunto che tali rotte potrebbero supportare non solo il trasporto di energia, ma anche il commercio, i flussi alimentari e di merci tra la regione e i mercati globali. Ma il sogno corre ancora verso il mitico Lawrence d’Arabia. E’ come se fosse ancora là fuori a far saltare in aria ponti e treni, svelto e inafferrabile a giocare con i suoi nemici come un gatto con il topo.

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