A Belgrado Ratko Mladic verrà commemorato con gli onori militari e lunedì ci sarà il funerale di massa. Il figlio Darko accusa il tribunale dell’Aia, che lo ha condannato all’ergastolo per genocidio, crimini contro l’umanità e di guerra, di «averlo ucciso davanti ai miei occhi». L’Unione europea protesta per la «glorificazione» di Mladic e la Commissaria all’Allargamento, Marta Kos, ha annullato una visita prevista a Belgrado. Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, che non andrà al funerale, l’ha definita una decisione «stupida». La salma di Mladic, morto in prigione a L’Aia, è arrivata mercoledì pomeriggio a Belgrado. Il figlio Darko ha tenuto ieri una conferenza stampa per annunciare i dettagli del funerale, a fianco del ministro della Giustizia Nenad Vuji. «I momenti più dolorosi sono stati gli ultimi due mesi - ha dichiarato - quando mio padre è stato ucciso davanti ai miei occhi». L’Aia ha rifiutato fino all’ultimo la scarcerazione,
per motivi umanitari, del macellaio di Srebrenica. «L’omicidio del generale Mladi è stato perpetrato attraverso cure negligenti e la somministrazione deliberata di oppiacei troppo potenti, che alla fine hanno portato alla sua morte» ha accusato il figlio.
Questa mattina alle 12 è prevista una commemorazione alla Casa delle Forze armate serbe con un numero ristretto di persone fra familiari, militari e autorità. Il funerale è previsto lunedì con l’esposizione della bara dalle 7 alle 12 nella chiesa di San Luca a Koutnjak, a sud di Belgrado. Il corteo funebre si avvierà verso il cimitero di Topider, dove la cerimonia dovrebbe concludersi verso le 14 con la sepoltura di Mladic accanto alla tomba della figlia. Ana si sparò alla testa con la pistola del padre dopo aver scoperto che egli aveva mandato al fronte il suo fidanzato, ucciso poi in Bosnia. Il generale ha sempre sostenuto che la figlia adorata sia «stata assassinata». Il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot,
ha scritto su X: «Aborro la glorificazione pubblica di Ratko Mladic, criminale di guerra deceduto e condannato per il genocidio di Srebrenica». Vucic ha risposto alla mancata visita di Kos e alla levata di scudi internazionale chiedendo provocatoriamente: «Avremmo dovuto vietare il funerale? I serbi sono stanchi di menzogne e inganni, dell’espropriazione dei territori e delle punizioni inflitte solo a noi, mentre tutti gli altri vengono assolti».
Al funerale del «comandante dell’esercito della Republika Srpska» di Bosnia, durante il conflitto etnico, sono attese migliaia di persone. Il mondo lo considera un boia di guerra, ma per una bella fetta di serbi è un eroe.
